L”Unione nazionale consumatori Umbria ha promosso una diffida formale nei confronti di Anas, Regione Umbria e Provincia di Terni, affiancata da un esposto alla procura della Repubblica di Terni, per denunciare le condizioni di sicurezza del raccordo autostradale Terni-Orte (SS675). L’atto, firmato dal presidente dell’associazione, l’avvocato Damiano Marinelli, e dalla referente per il comprensorio amerino, l’avvocato Annalisa Cannetto, è stato trasmesso tramite posta elettronica certificata agli enti interessati.
Il documento fa riferimento a una situazione che si trascina da oltre quattro anni: cantieri pressoché permanenti all’interno della galleria di San Pellegrino e sul viadotto in prossimità dell’uscita di Narni, dove la circolazione avviene ancora su singola corsia con alternanza dei sensi di marcia, con conseguenti code sistematiche e condizioni di estrema pericolosità. Secondo l’associazione, i lavori «non vengono mai definitivamente rimossi o conclusi», con la riapertura continua di nuovi tratti di cantiere
Quattro anni di disagi, un incidente mortale alle spalle
Non è la prima volta che l’UNCU interviene su questo fronte. Il 1° dicembre 2022, dopo due gravi incidenti avvenuti il giorno precedente — tra cui uno mortale che costò la vita a un giovane di 33 anni — l’associazione inviò una prima comunicazione formale ad Anas, Regione, Provincia e Procura, denunciando già allora una situazione «intollerabile»: cantieri continui su circa 25 km, svincoli chiusi come quelli di Amelia e Narni Scalo, e automobilisti costretti a percorsi alternativi più lunghi e rischiosi.
Il 17 giugno 2026, a pochi giorni dalla nuova diffida, si è verificato un ulteriore grave incidente tra gli svincoli di Narni Scalo/San Gemini e Capitone, in direzione Orte, al chilometro 17+000: tre veicoli coinvolti — una Volkswagen Caddy, una Fiat 500 e un autoarticolato frigorifero che si è ribaltato sopra la piccola utilitaria condotta da una giovane donna. Consumatoriumbria
Le richieste agli enti: cronoprogramma e misure urgenti
Con la diffida, l’UNCU chiede ad Anas, Regione e Provincia di fornire entro trenta giorni un cronoprogramma dettagliato dei cantieri sulla SS675, con indicazione di tempi di avvio, avanzamento e conclusione degli interventi. Viene richiesta anche la documentazione sulle misure di sicurezza adottate o programmate, oltre all’adozione urgente di tutti i provvedimenti necessari a garantire una circolazione più sicura, compresa l’accelerazione delle procedure di collaudo e la rimozione delle aree di cantiere già ultimate.
L’esposto in procura: possibili responsabilità civili e penali
Parallelamente, l’associazione ha chiesto alla procura della Repubblica di Terni di valutare l’apertura di un procedimento per accertare eventuali responsabilità anche in relazione agli incidenti già verificatisi sul raccordo. Nell’esposto si richiamano le possibili responsabilità civili e penali derivanti da un’omessa o insufficiente adozione delle misure di sicurezza previste dalla normativa vigente, e si chiede la verifica del rispetto delle autorizzazioni, dei piani di sicurezza obbligatori e delle prescrizioni per i cantieri stradali.
L’iniziativa dell’UNCU si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione istituzionale. Il vicesindaco di Lugnano in Teverina, Gianluca Filiberti, aveva già scritto ad Anas alla fine di maggio per segnalare i disagi provocati dal cantiere sul viadotto tra Amelia e Terni, chiedendo un cronoprogramma chiaro e misure per contenere i disagi.
L’UNCU ha in corso anche la valutazione dei lavori di ripristino strutturale tra il km 10+900 e il km 11+600, ancora attivi a maggio 2026, e ha preso atto del piano Anas per la demolizione e ricostruzione del viadotto Malle con un investimento da 15,4 milioni di euro, definito dall’associazione come «ennesimo intervento urgente su un’infrastruttura che non avrebbe mai dovuto essere lasciata degradare fino a questo punto».
In assenza di risposte entro i termini indicati, l’UNCU annuncia il ricorso agli strumenti di accesso agli atti e la presentazione di ulteriori esposti alle autorità competenti a tutela dei pendolari e degli utenti della SS675.
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E dagli anni ottanta che fra rato e la E45 ci stanno lavori perenni. Non se riesci a capire. O forse sì…