ll negoziato per il rilancio di Moplefan entra nella settimana decisiva. Ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) si è tenuto un tavolo di confronto tra la proprietà dell’azienda ternana e gli stakeholder coinvolti nella vicenda, con la partecipazione dell’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Terni, Gabriele Ghione, presente su delega del sindaco Stefano Bandecchi. L’esito dell’incontro non ha portato a un accordo definitivo, ma ha fissato una data spartiacque: il 13 luglio, quando è atteso un aggiornamento decisivo sull’avanzamento della trattativa con il potenziale investitore.
Cinque giorni di margine prima della fine della protezione
La scadenza del 13 luglio non è casuale. Solo cinque giorni dopo — il 18 luglio — terminerà la procedura protettiva che attualmente mette al riparo Moplefan dalle azioni dei creditori. Senza un accordo formalizzato o un intervento finanziario concreto entro quella data, l’azienda si troverebbe esposta, con il rischio concreto di un rapido deterioramento della situazione. La pressione temporale rappresenta quindi uno dei fattori più critici dell’intera operazione.
Due diligence ancora aperta: esame su tre fronti
Il principale ostacolo alla firma dell’accordo è la due diligence ancora in corso. Le verifiche, affidate allo studio di consulenza che segue il deal, stanno analizzando la situazione di Moplefan su tre livelli: commerciale, legale e finanziario. Si tratta di un’attività indispensabile per mettere il potenziale investitore nelle condizioni di assumere una decisione definitiva e vincolante. La proprietà, secondo quanto riferito dall’assessore Ghione, ha garantito piena collaborazione, mettendo a disposizione tutta la documentazione richiesta attraverso la data room. Tuttavia, la complessità dell’operazione richiede ancora del tempo.
Il piano: creditori, materie prime e riavvio produttivo
In caso di conclusione positiva della trattativa, il piano prevede l’immissione di nuova finanza da parte dell’investitore per far fronte a una serie di esigenze prioritarie: soddisfare le richieste dei creditori, acquistare la materia prima necessaria alla ripresa, effettuare gli interventi di manutenzione sugli impianti e riattivare almeno una linea produttiva entro ottobre-novembre. In una fase successiva, al raggiungimento dei livelli produttivi pre-crisi, si aprirà anche la fase delle nuove assunzioni.
La dichiarazione dell’assessore Ghione
«Si è tenuto l’incontro al Mimit con la proprietà e gli stakeholder della vicenda Moplefan — ha dichiarato l’assessore Ghione — L’incontro aveva già subito un rinvio per effetto della necessità di portare a compimento l’accordo con il nuovo investitore individuato. Di fatto l’accordo non è stato ancora siglato perché non sono ancora terminate le attività relative alla due diligence. La proprietà è stata molto collaborativa. Una decisione è attesa per il 15 luglio. Nel caso di positiva conclusione, si cercherà di comporre le richieste dei creditori, ordinare la materia prima, manutenzionare le macchine e ripartire con la produzione di almeno una linea, orientativamente entro ottobre-novembre. Il prossimo incontro si terrà subito prima della data prevista per la consegna della proposta vincolante da parte dell’investitore».
Un prossimo incontro prima della proposta vincolante
Prima della scadenza fissata per la consegna della proposta vincolante da parte dell’investitore, è già previsto un nuovo incontro tra le parti. Un passaggio considerato necessario per fare il punto finale prima che l’investitore si esprima in modo definitivo sul proprio impegno. Il futuro dello stabilimento di Terni dipende interamente dall’esito di questa fase conclusiva.
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