Martedì mattina, nella sede della federazione del Partito Democratico di Terni, il segretario comunale ed ex sindaco Leopoldo Di Girolamo ha annunciato la conclusione definitiva di tutte le vicende giudiziarie che lo hanno riguardato negli ultimi dieci anni. Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi a Terni, l’ex primo cittadino ha comunicato la chiusura di dieci procedimenti complessivi tra ambiti penali, civili e contabili, sottolineando che le ultime due sentenze di assoluzione sono state depositate dalla Corte dei Conti centrale d’appello nelle giornate del 16 e 17 giugno. Le decisioni riguardano il regolamento Tari 2014 e il progetto del laboratorio di biotecnologie, segnando la conclusione formale di un lungo iter giudiziario iniziato nel 2016.
Di Girolamo ha ripercorso le tappe dela vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto, nota come “Operazione Spada”, che ha coinvolto l’ex sindaco in più filoni investigativi collegati alla gestione amministrativa del Comune di Terni e di altri enti locali. Un’inchiesta che coome noto, costò all’allora sindaco le dimissioni e diversi mesi di arresti domiciliari.
Nel corso della conferenza è stato ricordato proprio il passaggio relativo alle misure cautelari inizialmente disposte e successivamente revocate dal Tribunale del riesame, elemento che ha segnato una fase significativa del procedimento. Le indagini avevano previsto attività investigative articolate, tra cui perquisizioni, sequestri di materiale informatico e documentale, intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a videoriprese e pedinamenti. Tali elementi, secondo quanto ricostruito, non hanno trovato conferma nell’esito giudiziario finale.
Un secondo capitolo centrale riguarda la vicenda del dissesto del Comune di Terni, che ha rappresentato uno dei temi più complessi della gestione amministrativa dell’epoca. Di Girolamo ha inquadrato quella fase all’interno di un contesto economico segnato da crisi industriali e finanziarie, tra cui le vertenze Lyondell Basell, AST-ThyssenKrupp, Novelli e Centralmotor, oltre all’introduzione della nuova contabilità armonizzata per gli enti locali. Dopo una prima condanna in sede contabile, la Corte dei Conti centrale d’appello ha successivamente assolto l’ex sindaco, riconoscendo la natura stratificata del debito comunale e valorizzando le misure adottate dall’amministrazione per il riequilibrio finanziario.
Nel suo intervento, Di Girolamo ha distinto tra verità giudiziaria, politica e storica, sottolineando come “le sentenze rappresentino il dato oggettivo dei procedimenti conclusi, mentre le interpretazioni politiche e storiche appartengono a livelli diversi di lettura dei fatti”.
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