Consiglio Comunale, è scontro aperto: Francescangeli convoca e accusa, le opposizioni attaccano

Fuoco incrociato sul sindaco che non convoca le sedute da un mese. Francescangeli chiama per il 6 Luglio e accusa: "Pensate solo al gettone". Ma il consigliere dem e quello di Forza Italia incalzano

A Terni il consiglio comunale non si riunisce dall’8 giugno e la prossima seduta è fissata per il 6 luglio, con uno stop di quasi un mese che ha acceso lo scontro politico tra maggioranza e minoranza. Dopo il comunicato di denuncia del consigliere di Forza Italia Guido Verdecchia e la prima replica del sindaco Stefano Bandecchi, sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere del Pd Leonardo Patalocco, mentre la presidente del consiglio Sara Francescangeli ha tentato di chiarire i motivi dello stop, ricevendo a sua volta una nuova e dura contro-replica da Verdecchia.

La posizione di Patalocco

In una nota, Patalocco ha definito “grottesco” il commento del sindaco secondo cui il consiglio non si riunirebbe da quasi un mese perché alcuni consiglieri sono in ferie, sostenendo che questo darebbe “il segno di quale sia la percezione della gestione della cosa pubblica da parte di questa maggioranza”. Il consigliere dem ha inoltre elencato i temi rimasti bloccati dall’immobilismo dell’aula: l’esternalizzazione di due asili nido, i lavori a Cesi, la zona Zes, la rottamazione delle cartelle, i primati negativi legati a condizioni climatiche e uso di droghe, oltre ai problemi che riguardano commercio e strade.

La replica della presidente Francescangeli

Sul fronte opposto, la presidente del consiglio Francescangeli ha provato a fare chiarezza, spiegando che l’aula “si convoca quando ci sono punti amministrativi da adempiere”, altrimenti si tratterebbe di “un dispendio di risorse pubbliche sia economiche che umane”. Francescangeli ha parlato di “polemiche pretestuose da parte di alcune forze politiche di minoranza che polemizzano, disturbando anche le autorità governative”, ricordando che l’ultima seduta risale all’8 giugno e che la prossima si terrà il 6 luglio “perché solo ora sono arrivati sei punti amministrativi da esaminare”, con l’atto politico più datato risalente al 19 maggio. La presidente ha rivendicato un consiglio comunale senza arretrati, definendolo puntuale nei lavori e pronto a “tenere tutte le sedute necessarie per adempiere alle scadenze previste dalla normativa” nel mese di luglio, invitando la minoranza “a lavorare sugli atti iscritti all’ordine del giorno” e a non lasciarsi andare a “inutili polemiche dettate, forse, da chi è interessato solo al gettone di presenza”.

La contro-replica di Verdecchia

Le parole della presidente non hanno placato le polemiche. Verdecchia ha parlato di “un vero e proprio capolavoro di tafazzismo politico” per giustificare quella che ha definito “l’ingiustificabile” mancata convocazione dell’aula, sostenendo che le argomentazioni usate rappresentino “nella migliore delle ipotesi una scarsa cultura istituzionale, nella peggiore un atto d’accusa anche verso gli stessi consiglieri di maggioranza”. Secondo il consigliere, l’ammissione che l’aula sia stata convocata il 6 luglio solo perché “solo adesso sono arrivati gli atti da discutere” costituirebbe “un’ammissione grave”: se per quasi un mese non ci fosse stata materia per il consiglio, le commissioni consiliari — remunerate con gettoni di presenza pari a quelli del consiglio — si sarebbero riunite “ininterrottamente senza produrre o discutere alcun vero atto amministrativo”, accusando di fatto i presidenti di commissione, del suo stesso partito, di convocare “riunioni fantasma”. Verdecchia ha parlato di “un cortocircuito logico e politico devastante”, sostenendo che gli argomenti “c’erano eccome” ma sarebbero rimasti “chiusi nei cassetti per il terrore di affrontare l’aula”, e ha definito l’uso di queste argomentazioni “un gioco pericoloso che squalifica l’Istituzione”.

Il video del sindaco Bandecchi

Verdecchia ha infine richiamato le parole dello stesso sindaco Bandecchi, che in un video avrebbe ammesso come il consiglio non si riunisca perché la maggioranza ha “persone in ferie” e “in giro”, con la necessità di “trovare il sistema” per proseguire l’attività amministrativa. Un’ammissione che, secondo il consigliere, smentirebbe “definitivamente le scuse della presidente del consiglio”, impegnata invece a parlare di “sacralità” dell’aula, gettoni e ritardi burocratici.

Redazione

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