Area Sin Papigno: “Subito un piano per bonifica partecipata”

Cittadinanza e istituzioni a confronto sul futuro del SIN Terni-Papigno, tra monitoraggio civico e trasparenza dei dati ambientali

A Terni le associazioni aderenti al Patto di Comunità per l’Ecogiustizia — ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica Italiana, Legambiente e Libera contro le mafie, insieme a Circolo Il Castello di Papigno, Comitato SOS Verde Pubblico Terni, Mi Rifiuto, Pensare il Domani e Pro Natura Terni APS — sono tornate a discutere pubblicamente dello stato della bonifica del SIN Terni-Papigno, a margine dell’iniziativa promossa nell’ambito della campagna nazionale “Ecogiustizia Subito, in nome del Popolo Inquinato“. L’obiettivo del percorso condiviso, avviato dopo la sottoscrizione del Patto, è quello di mantenere alta l’attenzione sulle attività di risanamento di un’area che si estende per circa 625 ettari e che rappresenta, come spiegano le stesse associazioni, “una parte fondamentale della storia industriale della nostra città e dell’intero Paese”.

Il Sito di interesse Nazionale Terni-Papigno è stato inserito nel Programma nazionale delle bonifiche, con una prima perimetrazione definita l’8 luglio 2002 e aggiornata il 12 luglio 2004. Da allora il confronto tra Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Umbria, Comune di Terni e ARPA Umbria prosegue, ma per le realtà associative del territorio la fase attuale “richiede un deciso cambio di passo, affinché i processi avviati possano procedere con maggiore rapidità, efficacia e trasparenza”.

Tra le richieste principali rivolte agli enti competenti figura la realizzazione di una cartografia digitale georeferenziata, accessibile e costantemente aggiornata, utile a far conoscere ai cittadini le aree interessate da indagini, monitoraggi e interventi di ripristino ambientale. Le associazioni chiedono inoltre la definizione di “un piano organico di bonifica dotato di un cronoprogramma chiaro, pubblico e verificabile”, capace di indicare tempi, priorità e responsabilità dei diversi interventi.

Un altro punto centrale riguarda la salute pubblica: viene richiesta la comunicazione regolare e trasparente dei dati sanitari e ambientali legati alle attività di bonifica, con la pubblicazione annuale di informazioni aggiornate e comprensibili per la comunità. Le realtà firmatarie chiedono anche il coinvolgimento diretto del Consiglio Comunale e della Commissione competente del Comune di Terni, affinché il tema resti “centrale nell’agenda politica e amministrativa della città”.

Per dare continuità al percorso, le associazioni si impegnano a consolidare un tavolo di partecipazione permanente, pensato come spazio stabile di confronto tra cittadini, istituzioni ed enti coinvolti. A questo si affianca l’attivazione di un monitoraggio civico rivolto a verificare il rispetto dei tempi degli interventi, il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, la trasparenza delle procedure di appalto e l’efficacia dei piani di recupero e riqualificazione delle aree.

Le realtà promotrici della campagna sottolineano come la bonifica non debba essere considerata solo un intervento tecnico o amministrativo, ma “una straordinaria opportunità per costruire un modello di sviluppo capace di coniugare sostenibilità ambientale, tutela della salute, qualità del lavoro, innovazione e valorizzazione del patrimonio industriale e naturalistico del territorio”. Per questo, nei prossimi mesi, sono previste nuove iniziative pubbliche per aggiornare la cittadinanza sullo stato dei lavori e raccogliere ulteriori proposte e osservazioni.

Redazione

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