Prosegue la campagna di raccolta firme promossa da Confesercenti per sostenere la legge di iniziativa popolare dedicata alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. L’obiettivo della proposta è valorizzare il ruolo economico e sociale delle attività locali, riconoscendo ai negozi di quartiere una funzione fondamentale per la qualità della vita nelle città.
A illustrare i contenuti dell’iniziativa è Sergio Giardinieri, vicepresidente Ancestor Confesercenti Umbria, che ha evidenziato come il progetto rappresenti un intervento concreto contro il fenomeno della progressiva riduzione della presenza commerciale nei centri urbani.
Il commercio di prossimità come presidio sociale
La proposta di legge si sviluppa attraverso sei articoli e mette al centro il valore degli esercizi di vicinato come elementi essenziali per rendere le città più dinamiche, accessibili e sicure.
Secondo Confesercenti, i piccoli esercizi commerciali non rappresentano soltanto attività economiche, ma veri presidi sociali capaci di mantenere vivi quartieri e comunità locali.
La crescente chiusura dei negozi di prossimità viene considerata una criticità che incide non solo sull’economia territoriale, ma anche sull’organizzazione degli spazi urbani. La presenza di attività commerciali diffuse contribuisce infatti a creare relazioni sociali, maggiore sicurezza percepita e una migliore fruibilità delle aree cittadine.
L’iniziativa punta quindi a contrastare la cosiddetta rarefazione commerciale, fenomeno che negli ultimi anni ha modificato il tessuto urbano di molte città italiane, con una diminuzione dei servizi disponibili nei quartieri.
Le ZES Pro per sostenere le attività locali
Tra le principali richieste contenute nella proposta di legge figura l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità, denominate ZES Pro.
Confesercenti propone la creazione di strumenti specifici per sostenere le imprese commerciali presenti nelle aree urbane e periurbane più fragili.
Il progetto prevede che il Governo definisca il quadro normativo delle ZES Pro, mentre alle Regioni e alle Province autonome spetterebbe il compito di individuare e delimitare le zone interessate.
Questi strumenti dovrebbero consentire l’introduzione di misure dedicate agli esercizi di prossimità già attivi e a quelli che intendono avviare una nuova attività, attraverso incentivi economici e procedure amministrative più semplici.
Agevolazioni e semplificazione per il commercio urbano
La proposta avanzata da Confesercenti prevede anche la definizione di criteri chiari per accedere alle misure di sostegno previste.
L’obiettivo è facilitare la permanenza e la nascita di nuove attività commerciali, riducendo gli ostacoli burocratici e favorendo gli investimenti nei territori.
Le agevolazioni riguarderebbero gli operatori economici impegnati nei servizi di prossimità, con particolare attenzione alle realtà che contribuiscono alla vitalità dei quartieri e alla conservazione dell’identità locale.
Secondo l’associazione, rafforzare la rete commerciale diffusa significa intervenire direttamente sulla rigenerazione urbana, favorendo modelli di città più equilibrati e sostenibili.
Previsto un fondo nazionale per la rigenerazione urbana
Un ulteriore elemento della proposta riguarda l’istituzione di un Fondo per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
Il fondo sarebbe destinato a finanziare gli interventi previsti dalla legge e a sostenere economicamente le misure dedicate alla tutela e allo sviluppo delle attività locali.
La proposta stabilisce inoltre la necessità di definire la dotazione finanziaria dello strumento e le modalità di copertura degli eventuali oneri.
Per Confesercenti, il sostegno al commercio di vicinato rappresenta una scelta strategica per il futuro delle città italiane. La raccolta firme punta quindi a portare all’attenzione delle istituzioni un tema considerato centrale per la crescita economica locale e per la qualità della vita dei cittadini.
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