Sabbione come location, cinque anni per la prima pietra, quattro mesi per gli esiti del confronto pubblico, previsto per legge. La presentazione del Docfap (Documento di fattibilità delle alternative progettuali) del nuovo ospedale di Terni, ospitata dalla sede regonale di via Saffi ha fornito risposte che non lasceranno sicuramente indifferente il Comune, che proprio nel pomeriggio del 30 Luglio aveva bruciato sul tempo la presentazione a cura della Regione annunciando che non ci sarebbe stato alcun ospedale entro la fine della legislatura.
A presentare il Docfap oltre alla presidente Stefania Proietti, la dirigente sanità Daniela Donetti; il direttore regionale del governo del territorio, Gianluca Fagotti; quello dell’ospedale Andrea Casciari e l’assessore Francesco De Rebotti. Pesenti anche gli assessori Fabio Barcaioli, Thomas de Luca e i consiglieri Luca Simonetti, Maria Grazia Proietti, Francesco Filipponi, Eleonora Pace ed Enrico Melasecche. Oltre a diversi sindaci (su tutti Lucarelli e Gori) e il presidente di Fondazione Carit Emiliano Strinati
Punto di partenza ovviamente, l’ormai celebre studio Binini, dal quale si è arrivati a otto differenti proposte che coinvolgevano la sede attuale di Colle Obito, Campitello, Gabelletta, Sabbione e l’area attorno alla stazione.
Alla fine ha prevalso l’area di Sabbione: 600 posti letto, investimento da 550 milioni e 8 anni per l’iter, con posa della prima pietra fra 5 anni a partire dalla validazione del quadro finanziario da parte di Cassa Depositi e Prestiti, l’advisor scelto dall’ente per il percorso che dovrà portare alla costruzione del nuovo ospedale
La conferenza stampa
Il quadro esigenziale del nuovo presidio è stato illustrato da Andrea Casciari e Daniela Donetti. La struttura prevista si articola in tre flussi separati — emergenza-urgenza, flusso programmato-ricoveri e flusso ambulatoriale — e nove poli funzionali specializzati e integrati tra loro: diagnostica e tecnologie avanzate, emergenza-urgenza, polo chirurgico integrato, polo medico integrato, salute donna e bambino, polo cardio neuro vascolare integrato, polo oncologico e comprehensive cancer center, polo ambulatoriale e dei servizi programmati, polo riabilitativo e lungodegenza post acuzie. Per Casciari, il nuovo ospedale “deve essere resiliente, inclusivo e ‘smart’, inclusivo per tutti”
A spiegare le ragioni tecniche della scelta è stato il direttore regionale del governo del territorio, Gianluca Fagotti. Colle Obito, come ha sottolineato, è stata tenuta in considerazione, particolarmente l’ipotesi di una ristrutturazione, che però comportava tempi lunghi. A pesare contro questa scelta sono stati però soprattutto fattori logistici (un’area molto abitata) e dimensionali, per esempio 200 metri quadrati stimati per posto letto, per un totale di 130.000 metri quadrati contro gli 8000 dell’attuale nosocomio, oltre a criticità strutturali soprattutto sul piano sismico e la necessità di almeno 2000-2500 posti auto e le tempistiche complessive.
L’area di Sabbione, individuata dai tecnici regionali come la localizzazione più idonea, rappresenta secondo lo studio “la soluzione tecnica d’eccellenza” grazie alla posizione strategica e alla facilità di collegamento con la viabilità esistente e futura, in particolare con la variante Sud-Ovest.
In dettaglio Sabbione è risultata al primo posto con il punteggio più alto, pari a 4,07 su 5, seguita da Campitello con 3,89, Colle Obito nuovo ospedale integrato con 3,46, Gabelletta con 3,36, Stazione Rfi con 3,19, Colle Obito nuovo da 120.000 metri quadrati con 3,14, Colle Obito ristrutturazione e ampliamento con 2,63 e Colle Obito ristrutturazione integrale con 2,59.
Sul fronte tecnico-sanitario, l’assessore regionale all’edilizia sanitaria Francesco De Rebotti ha descritto il futuro ospedale come un Dea di II livello “senza necessità di deroghe di sorta”, capace di riportare Terni al centro della mobilità sanitaria anche extraregionale in considerazione del fatto che i Dea di II Livello attualmente sono soltanto Perugia e Roma: “Si compie un passaggio decisivo – ha aggiunto – dopo anni di dibattito, oggi viene individuato un percorso chiaro irreversibile. Parliamo dell’opera strategica più importante per l’Umbria dei prossimi anni. È un investimento che rappresenta anche un’inversione di tendenza per il sistema ospedaliero dell’Umbria meridionale e che rafforza l’intera rete sanitaria regionale. Per questo sarà fondamentale il contributo e la responsabilità di tutte le istituzioni affinché il percorso possa proseguire con il necessario sostegno anche sul piano finanziario”
De Rebotti ha inoltre confermato l’attenzione della Regione verso l’integrazione con Narni-Amelia,”ma il percorso per l’ospedale di Narni prosegue separatamente – ha sottolineato – siamo alla fase delle repliche alle osservazioni di Inail e le questioni di viabilità, su cui la Provincia di Terni ha presentato un progetto da 8 milioni di euro che però non ci convince. Sono certo che quest’opera andrà a compimento e sarà perfettamente integrata con il nuovo ospedale di Terni”
Dal canto suo, Proietti parla di “pietra miliare”: “ta amministrazione parla con gli atti e il percorso che ci ha portato fin qui si fonda su tre provvedimenti concreti, l’approvazione del nuovo Piano esigenziale, la delibera di Giunta che recepisce il Documento di fattibilità delle alternative progettuali e l’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione. Si tratta di un passaggio decisivo per realizzare quella che è l’opera più strategica del Piano sociosanitario dell’Umbria. Entro 4-6 mesi – ha aggiunto la presidente – concluderemo il dibattito pubblico e definiremo – il quadro finanziario dell’intervento, così da avviare la progettazione. Oggi come Regione siamo qui per ribadire la nostra fiducia nel futuro di Terni, da cui passerà il futuro della sanità pubblica dell’Umbria”.
La replica a Bandecchi (anche del Patto Avanti)
C’è stata ovviamente l’occasione per una replica a Bandecchi.Proietti ha replicato che “la Regione ha l’onere e l’onore della programmazione sanitaria” e che l’opera “si farà in tempi certi e celeri: ognuno si prenda le sue, di responsabilità. Su questo specifico aspetto si registra una dura nota del Patto Avanti: “Iil sindaco tifa contro la città e ha tentato e di aver tentato di ostacolare l’iniziativa della Regione, arrivando a sostenere pubblicamente che il nuovo ospedale non vedrà la luce in questa legislatura né nelle successive.” Il movimento richiama inoltre un episodio pregresso, quello di un impegno assunto dal sindaco in Regione a presentare un proprio Docfap alternativo per l’area di Colle Obito entro 30 giorni, termine che secondo la nota non sarebbe stato rispettato, senza che ad oggi risulti presentato alcun documento in tal senso.
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La prima pietra sarà una lapide?
Ambe’…..io pensavo che tra cinque anni già era in uso da parecchio e non che si sarebbe posata la prima pietra……le favole…..quelle vere…..che vergogna!!!!!!! L importante è mangiare…….
Ah ah ah
Chi è un po’ vecchio non lo ricorda….🥹
Non ci credete io lavoravo a Narni hanno fatto vedere il progetto di colmartana e. Non vi dico come come mi è stato risposto maleducati non ci credete
😂😂😂😂😂 siete paci
A sabbione ci dovete andare tutti voi. ..
150 MT più avanti della Thyrus .
😂🤣😂🤣 ma fatela finita di prendere in giro la popolazione.
Speriamo che il nostro Signore vi porti via prima possibile….Amen…..
5 anni? Ma non si può fare subito?
Meno male almeno verso gli 85 ( considerando che ne ho 59 ) forze avrò l’onore di vederlo se non crepo prima