Una quadro complesso, aggravato dal caldo. La situazione dei detenuti – ma anche del personale addetto – all’interno del carcere di Terni è sempre più grave. A testimoniarlo la tappa locale dell’iniziativa nazionale “Ristretti in agosto” organizzata dalla Camera penale di Terni per sensibilizzare sulle condizioni di vita dietro le sbarre nei mesi estivi
Presenti oltre al direttivo della camera penale di Terni, in testa l’avvocato Francesca Carcascio, il direttore l direttore della casa circondariale Valerio Pappalardo e la vice Lucia Salvina, il sindaco di Amelia Avio Proietti Scorsoni, il vicesindaco di Terni Paolo Tagliavento e il consigliere regionale Maria Grazia Proietti.
Le criticità rilevate
I rappresentanti istituzionali hanno avuto modo di visionare alcune sezioni, su tutte la media sicurezza e il quadro che ne è uscito è drammatico. Tantissime le criticità rilevate, su tutte l’assenza di docce, acqua e ventilatori nel reparto di alta sicurezza. Per la camera penale di Terni le misure del Governo, ovvero più carceri, detenzione domiciliare di tossicodipendenti e rimpatrio degli stranieri sono insufficienti e inidonee. E anche il decreto Nordio, secondo i penalisti ternani, non risolve il problema: “Più carceri? Chissà quando e chissà se si potranno realizzare. Abbiamo altresì rimarcato l’inidoneità della riforma, del disegno di legge che copre il problema dei tossicodipendenti, perché mentre si propaganda per superare la criticità con riguardo a 10.000 detenuti, la verità è che con le coperture finanziarie che vi sono al massimo la copertura sarà pari a 500 unità. Abbiamo infine messo in evidenza l’altra inutilità enunciativa definita da noi dell’esigenza del rimpatrio, perché anche di questo rimpatrio non si sa nulla e non si conoscono i dettagli”
Detto della questione docce, il problema maggiore riscontrato è l’inefficienza sanitaria,sotto il profilo delle possibilità di evadere richieste sanitarie, della difficoltà di accesso alla programmazione esterna. Problemi comuni a tutte le carceri italiane, ma che a Terni, carcere di piccole dimensioni, si amplificano. Un esempio? “c’è un ecografo costato all’amministrazione 60.000 euro ma non un ecografista”.
Le dichiarazioni
Dice l’avvocato Alessio Pressi: “Necessario che il ministero rafforzi sia il personale negli istituti penitenziari, fondamentale, il personale sanitario all’interno degli istituti penitenziari e il personale dentro gli uffici di sorveglianza. L’ufficio di sorveglianza è l’ufficio che controlla la pericolosità del detenuto e quindi è l’organo deputato a garantire l’accesso ai benefici alternativi: spesso questi uffici sono oberati e non funzionano bene
La presidente Carcascio descrive la situazione citando due scritte che ha notato ai muri interni dell’istituto: “Se raccogli un cane che sta morendo di fame e lo rendi prospero, non morderà. Questa la differenza tra uomo e cane’” e “Niente è più contagioso dell’esempio”
L’avvocato Manlio Morcella gira il dito nella piaga: “Questo carcere è già sovraffolato, con 600 detenuti invece dei 450 previsti e negli ultimi mesi è cresciuta ancora la popolazione del 5 percento, con prospettive di espansione e quindi di acuizione del problema. La vita penitenziaria ultimamente ha avuto un abbassamento di quelli che sono gli standard di vivibilità e addirittura in qualche caso si sfiora anche il trattamento degradante come evidenziato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”
La proposta
La proposta della Camera penale, diffusa in una nota è chiara: “Bisogna emanare provvedimenti di clemenza effettivi, quindi indulto e amnistia. Questa iniziativa consentirebbe di riequilibrare la recente attività legislativa protesa solo e soltanto alla salvaguardia preventiva dei colletti bianchi (come prova la abrogazione dell’abuso di ufficio e la edulcorazione del traffico di influenze illecite)”.
Foto Camera Penale di Terni
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Per loro la lista d’attesa vale come per noi????????
Caviale e champagne no?