A Terni prosegue lo scontro politico sul futuro del nuovo ospedale, dopo che l’assessore ai Lavori Pubblici Sergio Anibaldi ha replicato a un comunicato del Movimento 5 Stelle che ne criticava le precedenti dichiarazioni. “Non ho mai sostenuto, né in Consiglio comunale né altrove, che si dovesse riaprire la partita del project financing”, dichiara l’assessore, ricordando che quella procedura “si è conclusa con una determina dirigenziale di non fattibilità” e che, pertanto, la vicenda è chiusa.
Secondo Anibaldi, il comunicato del M5S sembra “voler spostare il confronto su un terreno che non è quello” da lui posto. Il tema centrale delle sue osservazioni, spiega l’assessore, è un altro, ed è “precisamente quello sul quale mi sarei aspettato una risposta dal Movimento 5 Stelle”: la credibilità del percorso amministrativo e politico che ha portato alla predisposizione del nuovo Docfap della Regione Umbria sul futuro nosocomio ternano.
“È su questo che il M5S dovrebbe confrontarsi”, afferma Anibaldi, precisando di aver espresso le proprie perplessità “sul metodo adottato, sulle motivazioni delle scelte, sulle valutazioni tecniche poste alla base del documento, sulla trasparenza del percorso e sulla capacità di mettere realmente a confronto le diverse alternative”.
L’assessore contesta invece al Movimento 5 Stelle di essere tornato sulla vicenda del project financing, “attribuendomi addirittura una posizione che non ho mai sostenuto”. Una risposta che, sottolinea, “semplicemente, non entra nel merito delle questioni” sollevate.
Anibaldi si dice comunque disponibile ad approfondire anche il capitolo tecnico legato alla precedente dichiarazione di non fattibilità: “Se poi il Movimento 5 Stelle vuole davvero entrare nel merito tecnico della precedente dichiarazione di non fattibilità, sono disponibile a farlo senza alcun problema.” L’assessore propone di “analizzare una per una tutte le criticità tecniche richiamate nel comunicato, verificando puntualmente cosa contenessero realmente gli atti, quali fossero le valutazioni degli organismi tecnici e quali questioni fossero state superate nel corso dell’istruttoria”.
Sul suo ruolo di project manager di un piano di investimento da 340 milioni di euro, con 620 posti letto, 45 ascensori e tre piani di parcheggio interrati, Anibaldi respinge ogni lettura in chiave di delegittimazione: “Non lo considero una vergogna, un qualcosa che mi delegittimi nel dibattito.”
“Sono pronto, quindi, a confrontarmi nel merito e a dimostrare, punto per punto, dove le ricostruzioni contenute nel comunicato del M5S risultino parziali, imprecise o non corrispondenti agli atti”, aggiunge l’assessore.
Sul tema della partecipazione, obiettivo dichiarato dal Movimento 5 Stelle per il futuro dell’ospedale di Terni, Anibaldi si mostra d’accordo in linea di principio: “È un obiettivo che considero positivo e che dovrebbe essere condiviso da tutti.” Ma avverte: “La partecipazione e il dialogo hanno valore soltanto se si è disposti ad ascoltare anche opinioni diverse dalle proprie.”
L’assessore mette in guardia da una dinamica che ritiene pericolosa per il confronto politico: “Se appena arriva una valutazione critica o semplicemente diversa da quella sostenuta dal M5S la risposta è quella di delegittimare chi la esprime, richiamandone il passato e cercando di spostare il dibattito su una vicenda già conclusa, allora diventa difficile parlare seriamente di confronto e partecipazione.”
Anibaldi annuncia infine l’intenzione di proseguire sulla stessa linea: “Continuerò a porre domande sul merito del nuovo Docfap, sulla qualità del percorso che lo ha prodotto, sulla solidità delle valutazioni tecniche e sulla trasparenza delle scelte politiche che ne sono alla base.” E conclude, rivolgendosi direttamente al Movimento 5 Stelle: “Se il M5S ritiene che quelle domande siano infondate, risponda nel merito.”
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