Tassa di soggiorno, Terni aumenta gli incassi del 10 percento

Nel primo semestre 2026 il gettito regionale umbro sale del 31,76%, ma orvieto registra una flessione dell'11%

Nel primo semestre del 2026 i Comuni della provincia di Terni hanno mostrato un andamento contrastante nella riscossione della tassa di soggiorno, all’interno di un contesto regionale complessivamente in forte crescita. L’Umbria ha incassato in totale 3.771.101,99 euro tra gennaio e giugno 2026, contro i 2.862.161,44 euro dello stesso periodo del 2025, con un aumento del 31,76%, mentre nel Ternano il capoluogo Terni cresce e Orvieto arretra, in un quadro trainato soprattutto dai risultati record della provincia di Perugia.

Il capoluogo Terni ha registrato un incremento da 133.384 a 146.516 euro, pari a circa il 9,8% in più rispetto al primo semestre 2025, confermando un andamento positivo seppur più contenuto rispetto ad altri Comuni umbri. Diverso l’esito per Orvieto, che segna invece una flessione: il gettito scende da 275.207 a 244.585 euro, con una riduzione di circa l’11%. Insieme a Spoleto e Gubbio, in provincia di Perugia, Orvieto è tra i tre Comuni della top ten regionale che registrano un calo, a fronte di sette città su dieci in crescita.

Il rallentamento della città della Rupe si distingue nettamente dal dato regionale, dominato dalla performance di Assisi, che con 1.565.342 euro incassati (+56,5% sul 2025) guida la classifica umbra e incide in maniera determinante sul risultato complessivo, sostenuta dal turismo religioso legato alle celebrazioni per gli ottocento anni della morte di San Francesco. Segue Perugia, seconda con 611.213 euro (+30,5%), mentre Cascia cresce del 44,5%, arrivando a 92.435 euro grazie al richiamo devozionale di Santa Rita.

Risultati positivi si registrano anche in altri Comuni della provincia di Perugia: Magione segna uno dei balzi più alti dell’intera classifica regionale (circa +61%, da 45.141 a 72.613 euro), Spello cresce di quasi il 30% (da 36.685 a 47.445 euro) e Passignano sul Trasimeno sale del 16,5% (da 35.599 a 41.466 euro). Da segnalare inoltre l’ingresso in classifica di Città di Castello, che con l’introduzione recente dell’imposta ha incassato 60.135 euro, sufficienti per la nona posizione nella top ten regionale.

Il caso di Orvieto, unito a quello di Spoleto e Gubbio, evidenzia come la crescita del turismo e del relativo gettito non si distribuisca in modo omogeneo sul territorio umbro, nonostante il trend generale nettamente positivo.

Per il resto del 2026 la regione attende ulteriori appuntamenti capaci di influenzare i flussi turistici, tra cui due visite di Papa Leone XIV, la festa nazionale del 4 ottobre dedicata a San Francesco e la crescita costante dei passeggeri registrata mese su mese dall’aeroporto umbro. Qualora il trend di crescita del 31,76% si confermasse, il traguardo dei 10 milioni di euro complessivi di gettito dalla tassa di soggiorno regionale risulterebbe concretamente raggiungibile.

Redazione

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