Liste d’attesa al Santa Maria di Terni: interventi nei tempi previsti per il 100% dei pazienti in cinque aree oncologiche

Nel primo semestre 2026 il Santa Maria di Terni ha operato nei tempi previsti dal PNGLA il 100% dei pazienti oncologici monitorati per mammella, colon-retto, utero, tiroide e polmone. Migliora anche la chirurgia della prostata.

Il 100% dei pazienti con tumore della mammella, del colon-retto, dell’utero, della tiroide e del polmone è stato operato entro i tempi previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa. È questo il dato più significativo emerso dal monitoraggio relativo al primo semestre 2026 dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni. Il risultato riguarda cinque delle principali procedure oncologiche sottoposte a monitoraggio e indica il pieno rispetto dei tempi nazionali e delle priorità cliniche per tutti i pazienti interessati. Il dato si inserisce in un percorso di ulteriore miglioramento nella gestione delle liste d’attesa chirurgiche. L’Azienda ha infatti lavorato sulla programmazione dell’attività con un modello che tiene insieme priorità cliniche, tempi di attesa e risorse effettivamente disponibili. L’obiettivo è garantire ai pazienti un accesso alle cure sempre più tempestivo, appropriato ed equo. Positivo anche il quadro relativo alla prostatectomia radicale, che rappresenta l’unica procedura tra quelle indicate non ancora pienamente allineata al target nazionale. Anche in questo caso, tuttavia, il monitoraggio registra un significativo miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Le ulteriori misure organizzative già adottate puntano a raggiungere nei prossimi mesi il rispetto completo del tempo massimo previsto. Il risultato arriva inoltre insieme a un incremento dei volumi dell’attività chirurgica. Per l’Azienda, il dato conferma quindi il ruolo dell’organizzazione nella gestione delle liste e nel miglioramento delle risposte assistenziali.

Migliora anche la chirurgia della prostata

Tra gli indicatori monitorati dal Santa Maria di Terni c’è anche quello relativo alla prostatectomia radicale. È l’unica procedura indicata nel monitoraggio che non ha ancora raggiunto pienamente il target nazionale, ma l’andamento viene definito positivo. Rispetto ai mesi precedenti, infatti, si registra un significativo miglioramento dei tempi di attesa. L’Azienda ha già adottato ulteriori misure organizzative con l’obiettivo di completare il percorso di allineamento agli standard previsti. Il riferimento è al tempo massimo di 30 giorni previsto per questa patologia oncologica. L’obiettivo dichiarato è raggiungere nei prossimi mesi il pieno rispetto del limite. Il dato sulla prostata va quindi letto all’interno di un quadro complessivo nel quale cinque aree oncologiche hanno già raggiunto il 100% degli interventi effettuati nei tempi previsti. La prostatectomia radicale rappresenta il principale ambito sul quale proseguirà il lavoro organizzativo dell’Azienda. Il miglioramento dei tempi di attesa procede intanto insieme all’aumento dei volumi dell’attività chirurgica. Secondo il modello adottato dal Santa Maria, i due risultati possono procedere contemporaneamente grazie a una programmazione che non si limita alla semplice assegnazione delle sedute operatorie. La gestione viene infatti costruita sull’intero percorso del paziente, considerando le diverse esigenze cliniche e organizzative. È questo il principio sul quale l’Azienda ha rivisto negli ultimi mesi il proprio sistema di programmazione chirurgica.

Una programmazione chirurgica costruita sulle priorità dei pazienti

Il nuovo modello organizzativo del Santa Maria di Terni prevede una programmazione definita quotidianamente. Le decisioni tengono conto delle priorità cliniche e dei tempi di attesa, ma anche della complessità dei pazienti e delle risorse concretamente disponibili. Tra gli elementi considerati ci sono la disponibilità delle sale operatorie, dei posti letto, del personale e delle tecnologie. L’obiettivo è utilizzare le risorse in modo appropriato e garantire un equilibrio tra efficacia, efficienza ed equità nell’accesso alle cure. La programmazione non viene quindi considerata come un processo statico. Le necessità possono cambiare e il sistema deve poter rimodulare l’attività sulla base delle condizioni effettive. Questo approccio consente di collegare la situazione delle liste d’attesa con la capacità reale dell’Azienda di svolgere gli interventi. Alla base del modello ci sono il Tavolo Tecnico Chirurgico e il Centro Programmazione Interventi, introdotti dalla Direzione Aziendale. Le due strutture hanno trasformato la programmazione in un processo continuo e flessibile, capace di adattarsi sia ai bisogni dei pazienti sia alle risorse disponibili. Per il direttore sanitario Domenico Montemurro, l’organizzazione rappresenta uno strumento fondamentale di cura. Il risultato, secondo il direttore sanitario, nasce dalla capacità di programmare, monitorare e rimodulare quotidianamente l’attività in funzione delle priorità cliniche, senza rinunciare all’appropriatezza e alla qualità dell’assistenza.

Operating Room Management e Data Manager al centro del nuovo modello

Tra gli elementi innovativi introdotti dall’Azienda c’è l’Operating Room Management, una funzione affidata all’anestesista. La sua posizione consente una visione trasversale dell’intero percorso perioperatorio e permette di integrare aspetti clinici, organizzativi e gestionali. L’Operating Room Manager traduce le priorità cliniche, i tempi di attesa e le risorse disponibili in una programmazione dinamica dell’attività chirurgica. Il modello punta a tenere insieme efficacia clinica, efficienza organizzativa, sicurezza del paziente, appropriatezza ed equità di accesso alle cure. La funzione rappresenta inoltre un collegamento tra la Direzione Strategica e il sistema chirurgico aziendale. Il ruolo favorisce la collaborazione multidisciplinare e porta gli indirizzi della Direzione Sanitaria e della Direzione Generale nelle scelte organizzative quotidiane. Accanto all’Operating Room Management si è consolidato il ruolo del Data Manager, considerato centrale nel governo delle liste d’attesa e nel monitoraggio dei dati. L’elaborazione, la validazione e l’interpretazione delle informazioni permettono di distinguere i pazienti effettivamente inseriti in lista da quelli ancora nella fase di presa in carico. La qualità del dato diventa quindi uno strumento per conoscere i tempi effettivi di attesa, soprattutto per i pazienti oncologici, verificare l’appropriatezza delle classi di priorità e aggiornare le liste. La programmazione può così basarsi su informazioni oggettive, tempestive e validate.

Dati, competenze e lavoro di squadra per ridurre le attese

Il modello organizzativo adottato dal Santa Maria di Terni mette in relazione Direzione Strategica, Operating Room Management, Data Management e team multidisciplinare. L’integrazione di queste competenze punta a costruire un sistema nel quale organizzazione e dati sostengono le decisioni sull’attività chirurgica. Il monitoraggio consente di misurare i tempi effettivi di attesa e di verificare costantemente l’andamento delle liste. I dati validati permettono inoltre di programmare l’attività sulla base delle esigenze reali e di intervenire quando emergono situazioni che richiedono una rimodulazione. Il risultato del primo semestre 2026 viene quindi presentato dall’Azienda come l’esito di un percorso organizzativo più ampio. Da una parte c’è il 100% degli interventi nei tempi previsti in cinque aree oncologiche. Dall’altra c’è un miglioramento della prostatectomia radicale e, contemporaneamente, un incremento dei volumi chirurgici. Per il direttore generale Andrea Casciari, il dato rappresenta soprattutto l’effetto del nuovo modello. Il direttore generale sottolinea il lavoro congiunto di chirurghi, anestesisti, infermieri, coordinatori, Direzione Medica, sistemi informativi, controllo di gestione e data manager. L’obiettivo indicato è comune: garantire ai cittadini un accesso sempre più rapido, equo e appropriato alle cure chirurgiche. Il contemporaneo miglioramento dei tempi di attesa e dei volumi di attività, secondo l’Azienda, mostra come innovazione organizzativa, collaborazione multidisciplinare ed efficienza possano tradursi in un beneficio concreto per i cittadini.

Il Santa Maria punta al pieno rispetto dei tempi di attesa

Il monitoraggio del primo semestre 2026 fotografa dunque un Santa Maria di Terni che ha raggiunto il pieno rispetto dei tempi previsti dal PNGLA per cinque procedure oncologiche monitorate. Mammella, colon-retto, utero, tiroide e polmone raggiungono infatti il 100% degli interventi eseguiti nei tempi previsti. Resta invece da completare il percorso relativo alla prostatectomia radicale, che ha comunque registrato un miglioramento significativo rispetto ai mesi precedenti. Le misure organizzative già adottate puntano a raggiungere anche per questa procedura il target nazionale, con il rispetto del tempo massimo di 30 giorni. Il lavoro sulle liste d’attesa si accompagna a una revisione complessiva della programmazione chirurgica. Il Santa Maria ha scelto un sistema dinamico che considera quotidianamente priorità cliniche, tempi di attesa, complessità dei pazienti e disponibilità di risorse. Il Tavolo Tecnico Chirurgico, il Centro Programmazione Interventi, l’Operating Room Management e il Data Management sono gli elementi attraverso i quali l’Azienda sta governando questo processo. Il monitoraggio dei dati e la collaborazione tra le diverse professionalità consentono di adattare la programmazione alle necessità assistenziali. Il prossimo obiettivo resta quindi quello di consolidare i risultati raggiunti e completare il percorso sulla chirurgia della prostata. Il dato del primo semestre, secondo quanto comunicato dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, rappresenta intanto un risultato significativo nella gestione delle liste d’attesa chirurgiche e oncologiche.

Redazione

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