Rifiuti, da Orsini stoccata ai M5S: “Strategia senza vincoli ideologici”

Il consigliere comunale del gruppo Masselli Sindaco interviene sul futuro del ciclo dei rifiuti regionale e propone un confronto sulla termovalorizzazione

La gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria entra nel dibattito politico con l’intervento del consigliere comunale del gruppo Masselli Sindaco Valdimiro Orsini, che richiama l’attenzione sulle scelte future della Regione e sulla necessità di individuare un modello capace di garantire sostenibilità ambientale ed economica.

Secondo Orsini, la pianificazione regionale dei rifiuti, portata avanti dalla Giunta guidata dal Campo Largo – Patto Avanti e rappresentata dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, rischierebbe di non affrontare in modo completo il problema della gestione della frazione residua non riciclabile.

«La gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria attraversa una fase cruciale», afferma Orsini, sostenendo che alcune impostazioni politiche potrebbero condizionare le scelte tecniche necessarie per garantire un sistema stabile nel tempo.

Il consigliere riconosce l’importanza di economia circolare, riduzione della produzione dei rifiuti e aumento della raccolta differenziata, obiettivi considerati coerenti con le direttive europee. Tuttavia, secondo la sua analisi, anche un sistema avanzato di riciclo non eliminerebbe completamente la presenza di materiali non recuperabili.

«Anche raggiungendo livelli di eccellenza nella raccolta differenziata, superiori all’80%, continuerebbero a esistere una quota di rifiuto urbano residuo non riciclabile e una quantità fisiologica di scarti derivanti dai processi di selezione e riciclo», sostiene Orsini.

Secondo il consigliere, il cosiddetto obiettivo del “rifiuto zero” rappresenterebbe una prospettiva difficilmente raggiungibile in termini assoluti, considerando i limiti tecnici ed economici dei processi di recupero dei materiali. La presenza di una componente residua, a suo giudizio, richiederebbe quindi una programmazione specifica.

Uno dei principali punti sollevati riguarda la gestione dei rifiuti non ulteriormente recuperabili. Orsini evidenzia che, senza impianti di recupero energetico, il sistema rischierebbe di dipendere maggiormente da due alternative: il ricorso alle discariche regionali oppure il trasferimento dei rifiuti fuori dall’Umbria.

«Rinunciare alla termovalorizzazione senza disporre di adeguati impianti di recupero energetico lascia, di fatto, due sole alternative: continuare a utilizzare e ampliare le discariche regionali oppure esportare i rifiuti fuori dall’Umbria», afferma il consigliere.

Secondo questa posizione, entrambe le soluzioni presenterebbero criticità. Le discariche, infatti, rappresentano nella gerarchia europea dei rifiuti una delle opzioni meno favorevoli per impatto ambientale, a causa del consumo di suolo e della gestione di materiali come biogas e percolato.

L’esportazione dei rifiuti, invece, comporterebbe secondo Orsini maggiori costi di trattamento e trasporto, con possibili conseguenze sulle tariffe pagate da cittadini e imprese, oltre agli effetti ambientali legati alla movimentazione dei materiali.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’utilizzo di tecnologie alternative. Orsini sostiene che puntare esclusivamente su soluzioni non ancora pienamente consolidate a livello industriale potrebbe creare difficoltà nella gestione futura del sistema.

«Affidarsi esclusivamente a tecnologie sperimentali, non ancora pienamente consolidate o non applicate su scala industriale ai volumi dei rifiuti urbani, rischia di esporre la Regione a emergenze gestionali nel medio e lungo periodo», sottolinea.

La proposta avanzata dal consigliere è quella di valutare la termovalorizzazione dei rifiuti residui non riciclabili come possibile elemento di completamento del sistema regionale.

Secondo Orsini, il recupero energetico non sarebbe in contrasto con prevenzione, riciclo e raccolta differenziata, ma potrebbe inserirsi in un modello integrato nel quale ogni componente del rifiuto viene destinata al trattamento più adeguato.

«La termovalorizzazione non è in contrapposizione con la prevenzione, la raccolta differenziata e il riciclo. Al contrario, può rappresentare il completamento di un sistema integrato», afferma il consigliere.

La richiesta finale riguarda una programmazione basata su dati verificabili, tecnologie consolidate e valutazioni economiche, superando secondo Orsini contrapposizioni politiche e approcci ideologici.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Il Consigliere comunale sollecita il Sindaco Bandecchi a guidare un fronte istituzionale compatto contro la...
Regione Umbria dà il via libera al progetto Stadio-Clinica di Terni: Bandecchi rivendica il merito,...
Il procedimento autorizzativo per l’impianto di Orvieto al centro del confronto in Assemblea legislativa tra...

Altre notizie