A via Antiochia splende il murales “Le Marmore, Thyrus, l’acciaio, la pace”

Il primo dei quattro interventi previsti dal Piano Periferie, firmato da Ozmo trasforma una facciata del quartiere Brin in un racconto per immagini dell'identità ternana

A Terni è stato inaugurato oggi, lunedì 31 agosto, il nuovo murale firmato da Ozmo, opera che occupa la facciata di un palazzo tra via Antiochia e via Gruber, nel quartiere Brin. Alle ore 15, alla presenza dell’artista e delle istituzioni cittadine, si è svolta una breve cerimonia che ha presentato ufficialmente il lavoro alla comunità. Il progetto nasce nell’ambito della rigenerazione della periferia Est promossa dal Comune di Terni all’interno del Piano Periferie, con l’obiettivo dichiarato di intrecciare arte urbana e coesione sociale.

L’opera, dal titolo “Le Marmore, Thyrus, l’acciaio, la pace”, è la prima delle quattro previste nel percorso di riqualificazione del quartiere. Ozmo, artista che da tre decenni lavora sull’arte pubblica partendo dalle simbologie storiche dei luoghi, ha spiegato di aver trovato a Terni riferimenti come la cascata, il drago Thyrus e il mito del cavaliere, elementi che ha scelto di ricontestualizzare senza cadere nel didascalico, lasciandoli volutamente sospesi nell’interpretazione.

Il significato simbolico dell’opera

La composizione mette insieme i simboli più riconoscibili dell’identità cittadina: la Cascata delle Marmore, letta come immagine di energia e trasformazione; Thyrus, il drago del vessillo di Terni, rappresentato non più come minaccia ma come figura “governata”; un cavaliere che si allontana dalla tradizionale narrazione eroica dello scontro. Nella lettura dell’artista, il drago risulta addomesticato e il cavaliere appare distaccato, mentre le armi restano deposte sullo sfondo di una città che prospera. Intorno alla cascata sarà realizzato anche un arcobaleno, elemento aggiuntivo pensato come segno di pace e speranza.

Il murale ribalta così l’iconografia tradizionale del mito cittadino: al posto del conflitto resta il gesto della deposizione delle armi, con una lettura che l’artista lascia volutamente aperta a chi osserva l’opera.

Un percorso di partecipazione avviato da mesi

L’intervento artistico si inserisce in un percorso più ampio coordinato dalla direzione Welfare del Comune di Terni, guidata da Donatella Accardo, che ha coinvolto nei mesi scorsi associazioni, realtà del privato sociale, comitati di quartiere e cittadini residenti. Il lavoro partecipativo, avviato da febbraio 2026, ha permesso di definire interventi e servizi diffusi sul territorio, con l’obiettivo di costruire non solo una trasformazione fisica degli spazi ma anche nuove relazioni sociali e una sicurezza urbana costruita insieme alla comunità.

L’assessora al Welfare Alessandra Salinetti ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti una traccia concreta di un processo più ampio, avviato per contrastare i fenomeni di marginalità e rafforzare il legame tra luoghi, comunità e città. Secondo l’amministrazione, la rigenerazione della periferia Est punta a consolidare il senso di appartenenza attraverso laboratori di cittadinanza attiva, animazione sociale e culturale e percorsi partecipati di sicurezza urbana, in una strategia orientata alla cura dei beni comuni.

Quattro murales per un mosaico urbano condiviso

Il progetto complessivo prevede quattro opere, ciascuna firmata da un artista diverso che manterrà la propria identità linguistica, contribuendo però a una narrazione condivisa sul tema della rigenerazione. Le opere sono pensate come nuovi punti di riferimento per i quartieri coinvolti, capaci di ridefinire la percezione della periferia non più come margine ma come sistema dinamico, accessibile e aperto, luogo di opportunità e partecipazione.

L’iniziativa è realizzata con il supporto di GN Media, sotto la direzione artistica di Chiara Ronchini, curatrice con esperienza nella progettazione culturale e nella gestione di interventi complessi di arte pubblica e rigenerazione urbana. Il percorso riflette la visione del Piano Periferie, che punta sull’innovazione dei processi decisionali, sulla collaborazione tra soggetti diversi e sulla valorizzazione delle competenze presenti sul territorio.

Con l’opera di Ozmo si apre dunque un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con la realizzazione delle altre tre opere previste, in un disegno complessivo che punta a rendere la periferia Est di Terni più umana, riconoscibile e connessa al resto della città.

Redazione

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