Laura Pernazza, consigliere regionale dell’Umbria del gruppo di Forza Italia, già presidente della Provincia di Terni e sindaca di Amelia, interviene sulla vicenda delle fasce istituzionali smarrite della Provincia e del Comune di Amelia. Lo fa con una nota in risposta agli articoli di stampa sulla presunta “stranezza” sollevata dai consiglieri provinciali del Partito Democratico. Pernazza sostiene che non vi sia alcun mistero: le due fasce erano custodite nella stessa borsa, andata smarrita, e lo smarrimento è stato oggetto di denuncia ai Carabinieri di Amelia il 23 gennaio 2025. L’intervento nasce dall’interrogazione presentata in Provincia dal gruppo di minoranza.
La denuncia e l’interrogazione del gruppo Pd
Secondo Pernazza, i fatti sono “chiari e documentati”. Nella nota scrive: «Francamente, non comprendo dove risieda la stranezza». La consigliera regionale definisce invece singolare l’interesse del gruppo di minoranza in Provincia, guidato da Marsilio Marinelli e composto anche da Fabio Di Gioia, sindaco di Arrone, e da Nicoletta Valli, consigliera comunale di Amelia. L’interrogazione provinciale, ricorda, segue un’analoga iniziativa già presentata dai consiglieri di minoranza del Comune di Amelia.
Le cinque interrogazioni e il caso della strada regionale 317
Pernazza afferma che la stessa attenzione dovrebbe essere riservata ai problemi del territorio provinciale. A suo dire, in circa due anni il gruppo provinciale del Pd ha presentato appena cinque interrogazioni, tutte su viabilità e manutenzione stradale e con un’attenzione prevalentemente concentrata sui territori di appartenenza dei consiglieri.
Come esempio cita la strada regionale 317, che interessa il territorio di San Venanzo. Secondo la sua ricostruzione, Marinelli, sindaco del Comune, sarebbe intervenuto con una mozione solo dopo che i consiglieri di minoranza del gruppo San Venanzo Viva avevano promosso una raccolta di diverse migliaia di firme e presentato una propria mozione in Consiglio comunale.
Appalti, indagini, avanzo e personale
La parte centrale della nota riguarda i temi su cui, secondo Pernazza, l’opposizione non si sarebbe espressa. Il primo è quello dei ricorsi presentati dalle imprese sulle procedure di affidamento degli appalti per la manutenzione stradale, aggiudicati con il criterio del massimo ribasso, che a suo avviso stanno rallentando i lavori. Sul punto, afferma, non risultano iniziative significative dei consiglieri di minoranza né spiegazioni sufficienti da parte del presidente della Provincia, Stefano Bandecchi.
Pernazza richiama poi le vicende giudiziarie e le indagini riportate dalla stampa che avrebbero interessato il presidente della Provincia in relazione ad alcuni affidamenti, oltre ai ritardi accumulati nell’utilizzo delle risorse dell’avanzo libero di amministrazione, frutto anche, sostiene, dell’opera di risanamento finanziario realizzata durante la sua presidenza. Chiede infine quale attenzione i consiglieri riservino alla gestione del personale: durante il suo mandato, afferma, competenza e merito sono stati principi fondamentali, mentre oggi sembrerebbero riaffacciarsi “vecchie logiche di appartenenza”.
Il risanamento della Provincia e l’accusa di attacco personale
Pernazza ricorda la situazione in cui dice di aver trovato l’ente al momento dell’insediamento: una Provincia reduce da anni di difficoltà, segnata da una grave situazione di dissesto finanziario. Nel corso del suo mandato, sostiene, sono state affrontate numerose criticità, definiti contenziosi e realizzato un risanamento del bilancio che ha restituito all’ente capacità amministrativa e prospettive di investimento. Un lavoro che, a suo avviso, meriterebbe di essere riconosciuto nella sua oggettività.
La consigliera regionale accusa alcuni esponenti del Pd di concentrare la propria attività su un attacco personale nei suoi confronti, alimentando allusioni e sospetti privi di riscontri anziché esercitare un’opposizione sulle questioni di interesse dei cittadini. La nota si chiude con il richiamo alle necessità della Provincia: «attenzione, responsabilità e risposte concrete». Non, scrive, «di polemiche strumentali su una borsa smarrita».
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