I reperti dell’antico convento romano rinvenuti nel corso degli scavi per la riqualificazione di Largo Cairoli saranno interrati. Niente da fare quindi per le rivendicazioni del comitato civico, con a capo l’ex consigliere comunale di Terni Civica Michele Rossi, che – forte di una petizione con 800 firme – e dell’appello di alcuni storici ternani, ne chiedeva la salvaguardia e quindi la valorizzazione.
Non ci sono i soldi, per ora e del resto la sovrintendenza ai beni culturali dell’Umbria ha dato il consenso al reinterramento, fa sapere l’assessore Marco Iapadre al termine di una infuocatissima seduta della commissione nel quale Rossi, presente come uditore, è stato anche allontanato per aver cercato di far sentire le sue ragioni.
“Le mura romane erano la cinta della città e queste saranno salvaguardate – dice Iapadre – Noi abbiamo ascoltato i cittadini che hanno firmato la petizione, con la prima e la seconda commissione, ma anche i tecnici che stanno svolgendo i lavori. Alla fine si è deciso di elaborare un documento votato dalle due commissioni per portare avanti il progetto come approvato dalla sovrintendenza. Restituiremo quel pezzo di città ai ternani, soprattutto alle attività commerciali che soffrono per la presenza del cantiere, riqualificandola e cercheremo nel frattempo ulteriori fondi per esporre quei reperti oltre quello che è già previsto.
I resti di epoca romana saranno resi visibili tramite lucernari (o addirittura a vista completamente, come spiega l’assessore) inseriti nel nuovo parco urbano, offrendo ai visitatori un affascinante sguardo nel passato. Quelli dell’ex convento, invece, per ora dell’ex convento, pur rimanendo interrati, verranno valorizzati attraverso tecnologie multimediali e segnali di superficie che richiameranno la struttura sotterranea: “Il reinterramento è protettivo- spiega il Comune- perchè esporli potrebbe danneggiarli visto il tempo che sono stati sotto terra. Nel contempo verrà realizzato un polmone verde, con un parco, nel cuore della città”
Durante la movimentata seduta di commissione sono stati proposti due atti di indirizzo: uno della maggioranza sulla prosecuzione dei lavori, uno della minoranza che sosteneva la volontà di mettere in evidenza tutti i reperti: “Reinterrare i reperti e poi scavare di nuovo quando ci saranno i fondi mi sembra una ipocrisia”, dice la consigliera del Pd Maria Grazia Proietti “Ma è passato l’atto di indirizzo della maggioranza e se ne prenderanno la responsabilità. Grave invece aver allontanato un cittadino che non aveva usato alcun termine offensivo”
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