La petizione che ha raccolto più di 800 firme contro l’interramento dei reperti di Largo Cairoli è diventata il centro di un acceso dibattito. Martedì mattina, nella sala consiliare di Palazzo Spada, le Prima e Seconda Commissione del consiglio comunale si sono riunite per ascoltare le richieste dei cittadini promotori dell’iniziativa, che chiedono di salvare e non interrare i reperti emersi durante gli scavi. Tra i presenti, Michele Rossi, ex capogruppo di Terni Civica in Comune e capofila della petizione, ha preso la parola per spiegare il valore storico di ciò che è stato scoperto. “Tornare qui da semplice cittadino è emozionante, però mi spinge una giusta causa: salvaguardare i reperti di largo Cairoli“, ha dichiarato Rossi, portando con sé le firme a sostegno della sua causa.
Secondo i firmatari, che hanno partecipato anche alla discussione in commissione, quanto emerso è molto più di un semplice scavo archeologico: “Ci troviamo davanti a un palinsesto di stratificazione architettonica di grande interesse per la città”, ha aggiunto Rossi, evidenziando che i reperti offrono un’importante visione della Terni antica. Questi ritrovamenti, infatti, potrebbero restituire una parte significativa della storia della città, spesso dimenticata. “Il convento è uscito indenne dai bombardamenti e, quindi, indenne dal Seicento fino al piano regolatore”, ha proseguito, spiegando come il sito sia rimasto praticamente intatto fino ai giorni nostri. Tuttavia, oggi ciò che rimane di quel convento è un parcheggio.
Il gruppo di cittadini chiede quindi che i reperti vengano lasciati a vista, anziché essere interrati. “La richiesta è chiara: lasciare a vista i reperti“, ha ribadito Rossi. A queste richieste ha risposto anche la consigliera di Alternativa Popolare, Agnese Passoni, che ha chiesto chiarimenti sull’aspetto economico del progetto. “Visto che parla di un progetto già in essere – ha detto Passoni, riferendosi a Rossi – nella passata amministrazione avrete già uno studio economico a riguardo. Dato che avevate già pensato al progetto e alle risorse, aiutateci così magari riusciamo a realizzarlo“.
Anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Roberto Pastura, ha preso la parola durante l’incontro, sottolineando come la città stia rischiando di ignorare una parte cruciale della sua storia. “Questa città ha pagato e sta pagando, proprio perché la sua storia è sotto di noi e la stiamo calpestando involontariamente”, ha dichiarato, manifestando il suo sostegno alle richieste dei cittadini. Dopo il suo intervento, Pastura ha chiesto del tempo per poter stilare un atto di indirizzo da presentare alla giunta, con l’intento di sensibilizzare l’amministrazione sulla questione.
Nonostante l’intensità della discussione, la decisione è stata rinviata per consentire ulteriori valutazioni e approfondimenti. L’intervento del Rup e dell’architetto Piero Giorgini non ha portato a una conclusione immediata, e il consiglio comunale ha deciso di prendere più tempo per esaminare le possibili soluzioni. Sulla vicenda si erano mobilitati anche alcuni storici.
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