L’Accordo di programma per Acciai Speciali Terni (AST), da tempo annunciato come imminente, continua a subire ritardi che rischiano di compromettere la competitività del settore. Durante l’ultimo incontro a Roma, il Ministro Urso ha ribadito la necessità di un cronoprogramma per superare i nodi tecnici, principalmente sull’approvvigionamento energetico e i fondi pubblici destinati al Piano industriale di Arvedi AST. I mesi di stallo stanno però alimentando preoccupazioni tra sindacati e lavoratori.
“Il sito ternano rimane strategico non solo a livello locale, ma anche internazionale,” affermano congiuntamente Cisl e Fim Cisl Umbria, attraverso i segretari Riccardo Marcelli (responsabile anche dell’area sindacale Terni-Orvieto) e Simone Liti, sottolineando l’urgenza di un approccio coeso tra Governo, Regione e Comune. “La produzione di acciaio inossidabile e di fucinati rappresenta un volano per l’economia italiana, soprattutto in un mercato globale sempre più competitivo.”
I sindacati insistono sull’importanza di un piano che vada oltre l’industria siderurgica. “L’Accordo di programma deve includere una visione più ampia, che punti alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità,” prosegue la nota. Tra le proposte emergono investimenti in infrastrutture, formazione accademica e ricerca. “Serve un Centro di ricerca per attrarre talenti e creare lavoro qualificato, fermando il declino del territorio.”
I temi energetici e ambientali restano centrali. “Le acciaierie di Terni non possono prescindere da un approvvigionamento energetico sostenibile e dalla riduzione delle discariche,” affermano i rappresentanti sindacali, richiamando l’attenzione su soluzioni innovative come il recupero delle scorie prodotte dai forni. Inoltre, la richiesta di un marchio CE per l’acciaio italiano è vista come fondamentale per contrastare la concorrenza sleale da parte di paesi che non rispettano standard ambientali e lavorativi.Cisl e Fim Cisl ribadiscono la fiducia nel Piano industriale di Arvedi AST, considerandolo un’opportunità per consolidare la posizione internazionale del polo ternano. “Un mix tra produzione a caldo e a freddo, associato a investimenti per la qualità del lavoro e l’ambiente, è la chiave per rilanciare l’intero comparto siderurgico italiano.” Tuttavia, spetta alle istituzioni dimostrare con azioni concrete di voler supportare questo sviluppo.
“L’Accordo di programma è un’occasione per rilanciare non solo il polo siderurgico ternano, ma anche le Relazioni industriali che hanno fatto di Terni un modello nazionale,” concludono i sindacati. Agire rapidamente e con visione strategica è ora indispensabile per trasformare questa opportunità in realtà.
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