Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy replica alle sollecitazioni della Regione Umbria sull’Accordo di programma per Acciai Speciali Terni e Arvedi Ast, sottolineando che tutti gli obblighi assunti nel luglio 2025 sono stati onorati nei tempi previsti.
La presidente della Regione Umbria ha chiesto un tavolo urgente al ministro Urso per fare chiarezza sull’attuazione dell’intesa che riguarda il futuro dello stabilimento siderurgico e la sua sostenibilità occupazionale. La richiesta arriva dopo i rilievi dell’amministratore delegato Massimiliano Menecali, secondo cui il caro energia metterebbe a rischio la continuità produttiva del sito. Da Palazzo Piacentini, fonti ministeriali precisano ora che «tutti gli impegni che l’Accordo, sottoscritto nel luglio 2025, pone in capo al Ministero sono stati rispettati».
Il nodo più delicato riguarda i costi energetici. Secondo quanto chiarito dal Mimit, l’articolo 7 dell’Accordo, dedicato proprio all’energia, non attribuisce al Ministero alcun impegno specifico: le misure previste sono di competenza della Regione, eventualmente in raccordo con l’azienda. Tra queste rientrano la verifica di forme di gestione mista delle grandi derivazioni idroelettriche, la riserva di una quota della produzione a favore delle imprese energivore umbre e le soluzioni per la centrale di Pentima.
Diverso il discorso per l’impegno statale, che riguardava il sostegno all’utilizzo del rottame di acciaio inossidabile. L’articolo 6-bis dell’Accordo prevedeva la presentazione al Parlamento, entro il 31 dicembre 2025, di un provvedimento per introdurre un credito d’imposta a favore delle acciaierie a forno elettrico che producono acciaio inossidabile da rottame. Le fonti ministeriali confermano che l’impegno è stato rispettato nei tempi stabiliti: la misura è stata inserita nella legge di bilancio, all’articolo 1, commi 801-805, della legge 30 dicembre 2025, n. 199.
La norma, tuttavia, non è ancora pienamente operativa. È infatti in corso il percorso di notifica alla Commissione europea, necessario per verificarne la coerenza con la Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell’ambiente e dell’energia 2022 (CEEAG). Si tratta di un passaggio obbligato per l’attuazione concreta della misura, che il Ministero sta seguendo insieme alle altre amministrazioni centrali competenti e all’impresa. Proprio su questo fronte, spiegano le fonti, si è concentrato il confronto degli ultimi mesi.
Lo scontro politico
Sul piano politico, anche i consiglieri regionali De Luca e De Rebotti sono intervenuti sulla vicenda, sollecitando il governo nazionale a intervenire contro il caro energia e avvertendo che «ogni tentativo di sovrapporre i ruoli rischia di spostare l’attenzione dalle vere sedi decisionali».
Il Ministero, dal canto suo, ribadisce di condividere l’esigenza di mettere Ast nelle condizioni di competere in un mercato europeo segnato da forti differenziali nel costo dell’energia rispetto ad altri Paesi, impegnandosi anche in sede europea a tutela di un sito ritenuto strategico per la siderurgia nazionale.
Per fare il punto sull’attuazione di tutti gli impegni, sia di parte pubblica sia di parte privata, il Mimit ha annunciato che convocherà con la massima urgenza la riunione istitutiva del Comitato esecutivo previsto dall’articolo 9 dell’Accordo, oltre al tavolo di verifica dell’Accordo di programma stesso. In quella sede, ciascuna delle parti coinvolte sarà chiamata a rendere conto degli impegni di propria competenza.
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