Via al Festival di Sanremo 2025: 50 anni fa l’unica partecipazione di una ternana nei “big”

Nel 1975 l'unica cantante della provincia di Terni a prendere parte alla sezione principale del Festival: e rischiò perfino di non partecipare

Stasera si alza il sipario sull’edizione numero 75 del Festival di Sanremo. Saranno 33 le canzoni in gara, delle quali 29 nei Big – dopo il ritiro di Emis Killa, coinvolto nella vicenda giudiziaria relativa ai rapporti delle curve di Inter e Milan con la criminalità organizzata – e 4 nella finale dei Giovani, che chiude il percorso iniziato nei mesi scorsi.

Ci sarà un umbro di adozione, il dj argentino Shablo, da anni residente con la compagna a Pietrafitta di Piegaro: è in gara insieme a Tormento, Guè e Joshua col brano “La mia parola”.

. Nella storia del festival sono stati quattro gli artisti della provincia di Terni in gara. Tre  di questi hanno gareggiato nella sezione Giovani: nel 2001 toccò all’amerina Carlotta (con il brano “Promessa”), in questi giorni impegnata nel programma “Ora o mai più”; nel 2017 alla ternana Valeria Farinacci approdata nei Giovani direttamente da Area Sanremo (la sua “Insieme” non riuscì a centrare la finale) e due anni dopo al ternano Lorenzo Federici nell’ambito della band Eugenio in via Di Gioia (col brano “Tsunami”, anche questo eliminato).

Quest’anno ricorrono invece i 50 anni dalla partecipazione dell’unica ternana alla categoria principale del Festival, Emy Cesaroni. La cantante ternana, che oggi vive negli Stati Uniti, ha 72 anni e fa “l’imprenditrice e la nonna” (parole sue), fu protagonista di uno dei festival più controversi della storia. Fu il primo – dei due, l’altro è 2004 – che si svolse senza la partecipazione delle etichette discografiche. In quell’anno ad organizzare lo show fu direttamente il Comune di Sanremo e le etichette protestano perché gli interpreti non possono presentare canzoni proprie bensì vengono abbinati a brani presentati dagli autori e per la “censura preventiva” dei brani stessi prima di poter essere promossi in radio.

Lanciata da Settevoci, Emy Cesaroni arriva a Sanremo 1975 sull’onda di alcune produzioni di successo all’estero, particolarmente in Germania e le viene affidata “1975…amore mio”, una canzone firmata da Franco Specchia e Paolo Prencipe.  La canzone rischia a lungo la squalifica perché con un altro titolo (“Io poeta”) e un altro interprete (Pietro Grandi) sarebbe stata eseguita in una serata di gala a Campione d’Italia,  registrata e che sarebbe andata in onda alla tv svizzera. L’assessore al turismo Napoleone Cavaliere, direttore artistico del Festival è costretto a convocare d’urgenza la giunta. La battaglia fra editori – coloro che hanno proposto le canzoni – si risolve inizialmente con la squalifica della canzone (i due testi, secondo quanto racconta la stampa dell’epoca differiscono solo per 5 parole) e dell’artista a cui è abbinata. Soltanto a mezzanotte, il nodo viene sciolto e viene convocata addirittura una conferenza stampa per riammettere Emy Cesaroni e la sua canzone, richiamando l’artista.

La motivazione? Lo spettacolo dove era andata in onda quella canzone non era mai stata trasmesso in Italia. Emy Cesaroni non centra comunque la serata finale e viene esclusa dopo la prima esibizione. La vicenda si sarebbe conclusa solo nel 1981, quando la canzone viene dichiarata ufficialmente non inedita ed il Comune di Sanremo viene condannato a pagare una multa di 10 milioni di lire.

Redazione

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