Tentato femminicidio, il Consiglio comunale fa quadrato sui controlli

Il consiglio comunale ternano approva un atto di indirizzo e chiede un incontro urgente al Prefetto per rafforzare i controlli sui braccialetti elettronici

Il Consiglio comunale di Terni ha approvato nella seduta di questa mattina un atto di indirizzo in risposta al tentato femminicidio avvenuto sabato scorso ai danni di una giovane donna ternana, aggredita dal marito. L’assemblea civica ha voluto prendere posizione ufficialmente su un episodio definito gravissimo, esprimendo vicinanza alla vittima e ai familiari e chiedendo un intervento immediato da parte delle autorità provinciali.

L’atto è stato il primo punto affrontato in apertura della seduta, a sottolineare la volontà del parlamentino di anteporre la questione a qualsiasi altro punto dell’ordine del giorno. Una scelta che segnala l’urgenza con cui l’istituzione locale ha inteso rispondere all’accaduto.

Dolore e preoccupazione per la vittima

Nel testo approvato, il Consiglio comunale dichiara di provare “profondo dolore e preoccupazione” per quanto accaduto e manifesta “la più sentita vicinanza alla vittima e ai familiari”. La donna aggredita è una concittadina ternana, colpita da un atto di violenza domestica perpetrato dal marito nella giornata di sabato.

L’assemblea non si è limitata alle espressioni di solidarietà, ma ha scelto di trasformare il proprio sgomento in un atto formale con precise richieste alle autorità competenti, muovendosi sul piano istituzionale per cercare risposte concrete.

Il nodo del braccialetto elettronico

Al centro delle preoccupazioni del Consiglio c’è il malfunzionamento del dispositivo elettronico di controllo applicato all’aggressore. Il testo dell’atto di indirizzo censura esplicitamente questa “dinamica relativa al malfunzionamento”, sollevando interrogativi sull’efficacia degli strumenti utilizzati per garantire la sicurezza delle vittime di violenza domestica nei confronti dei destinatari di provvedimenti cautelari.

Il braccialetto elettronico rappresenta uno degli strumenti cardine del sistema di protezione delle donne a rischio in Italia. La sua mancata funzionalità nel caso specifico ha reso possibile l’aggressione, alimentando un dibattito già aperto a livello nazionale sull’affidabilità di questi dispositivi e sulla necessità di un monitoraggio più stringente.

La richiesta al Prefetto: incontro urgente e più controlli

La parte più operativa dell’atto di indirizzo riguarda la convocazione di un incontro tempestivo con il Prefetto della provincia di Terni. L’obiettivo dichiarato è duplice: formalizzare “la più dura condanna rispetto a quanto accaduto” e chiedere “una intensificazione dei controlli e verifiche sugli strumenti elettronici applicati ai destinatari di provvedimenti cautelari”.

La richiesta al Prefetto rappresenta il tentativo dell’istituzione municipale di coinvolgere il livello di governo più direttamente competente in materia di ordine pubblico e sicurezza sul territorio, trasformando la condanna politica in un’azione concreta e verificabile.

Un atto unanime in apertura di seduta

La scelta di trattare la questione come primo punto della seduta consiliare riflette la volontà del Consiglio di non relegare il tema della violenza di genere a un momento marginale del dibattito istituzionale. L’approvazione dell’atto di indirizzo segna un passaggio formale che impegna l’amministrazione a farsi portavoce delle istanze di sicurezza dei cittadini dinanzi alle autorità preposte.

Redazione

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