L’aspettava già seduto sul bus, pronto per colpirla. Il quarantatreenne recidivo che ha ridotto in fin di vita a martellate la moglie nella giornata del 9 Maggio l’ha prima insultata e poi l’ha colpita più volte al volto e alla testa con violenza estrema, scatenando il panico tra i passeggeri presenti. Subito dopo l’aggressione, il 43enne è fuggito a piedi nelle campagne circostanti.
Un agguato premeditato: il martello non era quello del pullman
Uno degli elementi che emerge con maggiore forza dalle prime indagini riguarda la natura dello strumento utilizzato per colpire la donna. Gli inquirenti hanno accertato che il martello rinvenuto sul luogo dell’aggressione non era quello normalmente presente sui pullman per rompere i vetri in caso di emergenza: si trattava di uno strumento portato appositamente dall’uomo, circostanza che orienta le indagini verso l’ipotesi della premeditazione. Non è ancora chiaro se al momento dell’aggressione i due vivessero ancora insieme o fossero separati di fatto. Quello che emerge con certezza è che la coppia aveva già avuto precedenti di violenza La donna, nei prossimi giorni se le sue condizioni lo permetteranno, potrà essere ascoltata dagli inquirenti. Per ora resta in rianimazione, e i medici del Santa Maria di Terni non nascondono la gravità della situazione: le lesioni alla testa sono state multiple e molto profonde. L’uomo è formalmente accusato di tentato omicidio.
Sul posto, i carabinieri del Comando provinciale di Terni hanno repertato tre elementi fondamentali lasciati dall’uomo nella fuga precipitosa: il martello usato per colpire la vittima, il braccialetto elettronico che il 43enne indossava in relazione a precedenti penali legati a violenza contro le donne, e i suoi documenti d’identità.
Un uomo già arrestato ad aprile per violenza in famiglia
La vicenda si inserisce in un quadro di recidiva conclamata. Il 43enne era stato già arrestato nei primi giorni di aprile, sempre per un episodio di maltrattamenti in famiglia, Nonostante la misura cautelare del braccialetto elettronico, l’uomo non ha interrotto la spirale di violenza nei confronti della moglie.
Le indagini sono condotte sotto il coordinamento del procuratore di Terni, Antonio Laronga, e proseguono senza sosta per rintracciare il fuggitivo, formalmente accusato di tentato omicidio.
Interviene la politica
Numerosi gli interventi della politica. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Luca Simonetti ha citato Noam Chomsky: “Il modo più efficace per distruggere una comunità è renderla incapace di riconoscere il dolore degli altri come un problema collettivo. Non sta crollando solo la sicurezza. Sta crollando la capacità collettiva di riconoscerci esseri umani”.
La consigliera regionale Pd Maria Grazia Proietti ha aggiunto: “Ho aiutato molte donne a rialzarsi dopo violenze. La violenza distrugge anche la speranza. La difficoltà economica si accompagna alla fatica di vivere in un paese straniero, in solitudine. Io ci sono perché nessuna donna deve essere lasciata sola, mai”.
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