Si tengono oggi, mercoledì 4 novembre 2026, alle 15.30 nel Duomo di Orvieto i funerali del sergente Claudio Marchesi, 35 anni, dell’Aviazione dell’Esercito. Il militare è morto nell’incidente aereo del 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina. La giornata coincide con la Festa dell’Unità nazionale e la Giornata delle Forze armate, celebrate in città nel rispetto del lutto cittadino proclamato dalla sindaca Roberta Tardani.
Camera ardente e funerali
La camera ardente è stata allestita nella Sala consiliare del Palazzo comunale ed è rimasta aperta dalle 8 alle 13. Le esequie si svolgono nel Duomo a partire dalle 15.30, dopo i funerali solenni dei militari celebrati ieri.
Modifiche alla circolazione
Per consentire lo svolgimento della cerimonia, il Settore Polizia locale e Mobilità del Comune di Orvieto ha emesso un’ordinanza su viabilità e sosta. Fino alle 17 e comunque fino al termine delle esequie sono vietati il transito veicolare e la sosta in Piazza Duomo, con blocco della circolazione in Piazza Febei e in Piazza Duomo, in corrispondenza dell’ingresso della Casa di Comunità. Il divieto non vale per i veicoli e i mezzi militari e civili partecipanti alle esequie.
Dalle 14 alle 17 di mercoledì 4 novembre 2026, e comunque fino al termine della cerimonia funebre, cambia anche il trasporto pubblico locale:
- la Circolare C, all’uscita di Via della Cava (Porta Maggiore), svolta a destra su Strada delle Conce e torna in Piazza Cahen;
- la Circolare A fa capolinea in Piazza Marconi anziché in Piazza Duomo.
Il corteo cittadino per il 4 novembre
Le celebrazioni sono state dedicate a Marchesi e agli altri militari italiani morti in Bosnia-Erzegovina. Il Gonfalone del Comune di Orvieto, listato a lutto, ha accompagnato il tradizionale corteo, formato dai rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche. Dopo la deposizione della corona al monumento ai caduti nel piazzale del Liceo classico “Gualterio”, il corteo ha attraversato il centro storico. Ha reso omaggio al monumento ai Sette Martiri al Belvedere, al monumento del 3° battaglione Granatieri “Guardie” e al monumento ai caduti in Piazza Cahen, dove è stato letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Per la Provincia di Terni erano presenti il consigliere provinciale Davide Melone, il presidente del consiglio comunale Stefano Olimpieri e la consigliera Beatrice Casasole. Il vicesindaco Stefano Spagnoli ha invece rappresentato l’amministrazione comunale di Orvieto alle manifestazioni organizzate a Terni dalla Prefettura.
L’intervento della sindaca Tardani
Nel suo discorso la sindaca ha affermato: “Oggi, a Orvieto il 4 novembre ha il volto di Claudio Marchesi”. Ha spiegato che la comunità si prepara a salutare “per l’ultima volta un suo figlio, morto in Bosnia mentre serviva il Paese”, con un pensiero ai compagni che hanno perso la vita e ai militari feriti. Alla famiglia ha rivolto “l’abbraccio di Orvieto”, che secondo Tardani “dovrà esserci anche domani quando le cerimonie saranno finite e il peso dell’assenza resterà”.
Richiamando le parole dei funerali solenni di ieri sull’“Italia migliore”, la sindaca ha sottolineato che il rispetto per i militari comincia “dalla persona prima ancora che dall’uniforme”. Essere operatori di pace, ha detto, “significa lavorare perché altri possano vivere senza paura”. Questa responsabilità, ha aggiunto, accompagna anche il lavoro delle forze dell’ordine nelle città italiane: in chi interviene in un’emergenza, in chi protegge una persona minacciata e in chi trascorre la notte in servizio.
Tardani ha poi parlato di due immagini che “stridono profondamente”: da una parte il Paese raccolto intorno ai militari tornati in bare avvolte nel Tricolore, dall’altra le scene di devastazione viste nelle ultime settimane in alcune città. Ha ricordato che manifestare e contestare è “un diritto sacrosanto” e che chi governa ha il dovere di ascoltare. Ha però aggiunto che “la violenza toglie spazio proprio a quella voce”.
Il discorso si è chiuso con un ringraziamento alle forze armate e alle forze dell’ordine, con le parole: “Siamo fieri di voi e ci rendete fieri di essere italiani. Viva l’Italia e viva le forze armate!
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.