Le difficoltà quotidiane dei pendolari umbri arrivano all’attenzione del Governo. Emma Pavanelli, deputata del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per chiedere interventi sul servizio ferroviario regionale, alle prese con ritardi, sovraffollamento e modifiche degli orari. Al centro dell’iniziativa parlamentare ci sono anche i possibili aumenti dei costi per utilizzare la linea Direttissima e i tempi di riapertura della ex Ferrovia Centrale Umbra, chiusa dal 2017. La parlamentare sollecita risposte in vista della prossima legge di bilancio, considerata un passaggio decisivo per finanziare il trasporto ferroviario dell’Umbria.
Uno dei problemi più urgenti riguarda i collegamenti utilizzati ogni giorno da lavoratori e studenti, soprattutto lungo la direttrice che unisce Roma ai principali centri umbri. Le segnalazioni riguardano convogli sovraffollati, corse ridotte e coincidenze difficili da rispettare, una situazione che rischia di peggiorare con l’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario invernale.
“Treni stipati, ritardi cronici, orari cambiati senza avviso e una ferrovia centrale umbra ancora ferma. L’Umbria non può continuare a essere trattata come un territorio di secondo ordine”, afferma Pavanelli.
Treni regionali, le criticità sulla tratta Roma-Foligno
Tra i collegamenti indicati dalla deputata figura il Regionale Veloce delle 17 da Roma a Foligno, particolarmente frequentato dai pendolari che rientrano in Umbria dopo la giornata lavorativa. Secondo Pavanelli, la riduzione delle corse avrebbe concentrato un numero crescente di passeggeri sui treni disponibili, rendendo più complicati gli spostamenti nelle fasce orarie di maggiore affluenza.
A pesare sull’organizzazione dei viaggi sarebbero anche le variazioni degli orari, talvolta introdotte senza un’adeguata comunicazione agli utenti. Per chi deve utilizzare più collegamenti, anche uno spostamento di pochi minuti può compromettere una coincidenza e allungare sensibilmente i tempi di percorrenza.
“Ogni giorno lavoratori e studenti vivono il treno come una lotteria – aggiunge Pavanelli. Il Regionale Veloce delle 17 da Roma a Foligno è assaltato, le corse sono state ridotte e i pochi convogli rimasti sono sovraccarichi. A ciò si aggiungono modifiche di orario non comunicate e coincidenze messe a rischio. Non è un servizio pubblico, è una sfida per chi deve raggiungere il lavoro o la scuola”.
L’interrogazione punta quindi a ottenere chiarimenti sulle scelte relative al nuovo orario invernale e sulle misure che il Ministero intende adottare per garantire maggiore regolarità, capacità di trasporto e affidabilità dei collegamenti regionali.
Direttissima, il rischio di 11 milioni di euro di costi aggiuntivi
Un altro nodo riguarda le condizioni economiche di accesso alla Direttissima ferroviaria, infrastruttura fondamentale per i collegamenti veloci tra l’Umbria e Roma.
La revisione dei canoni applicati da RFI, collegata ai nuovi criteri sull’eterotachicità previsti da una delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART), potrebbe determinare un aumento significativo della spesa per il servizio ferroviario umbro.
Secondo le stime richiamate da Pavanelli, l’aggravio economico potrebbe raggiungere circa 11 milioni di euro. Una cifra che, in assenza di adeguate compensazioni, rischierebbe di incidere sulle risorse disponibili per mantenere gli attuali collegamenti.
La questione riguarda in particolare la possibilità per i nuovi treni regionali umbri di continuare a utilizzare la Direttissima a condizioni economicamente sostenibili.
“È un paradosso: l’Autorità aveva riconosciuto il diritto dei nuovi treni regionali umbri a viaggiare sulla Direttissima, ora i costi rischiano di affossare quel diritto – denuncia la deputata. Meno risorse significherebbero meno corse, meno collegamenti veloci e pendolari sempre più penalizzati. Ho chiesto al Governo di verificare subito questi criteri e di bloccare ogni aggravio ingiustificato”.
La parlamentare chiede dunque al Ministero di esaminare gli effetti delle nuove modalità di calcolo dei canoni e di intervenire per evitare che gli eventuali maggiori oneri si traducano in una riduzione dell’offerta ferroviaria.
Legge di bilancio, la richiesta di fondi per il trasporto ferroviario umbro
La prossima legge di bilancio rappresenta, secondo Pavanelli, un’occasione per affrontare le difficoltà economiche del sistema ferroviario regionale attraverso finanziamenti dedicati.
L’obiettivo è ottenere stanziamenti capaci di compensare gli eventuali rincari legati all’utilizzo della Direttissima, senza compromettere la continuità dei servizi già attivi. La deputata chiede inoltre che le risorse consentano di migliorare i collegamenti e rispondere alla domanda di trasporto dei pendolari.
“La prossima legge di bilancio potrebbe essere l’ultima occasione di questa legislatura per destinare all’Umbria risorse vere. Chiederemo stanziamenti specifici per compensare eventuali maggiori costi sulla Direttissima e garantire continuità e potenziamento del servizio regionale. Vedremo se il Governo riuscirà, questa volta, a smentire chi ricorda l’Umbria solo in campagna elettorale”.
La richiesta riguarda quindi sia la copertura dei possibili costi aggiuntivi sia la disponibilità di fondi per evitare ulteriori riduzioni delle corse, in un contesto già segnato dalle difficoltà denunciate dagli utenti.
Ex Ferrovia Centrale Umbra, attesa la riapertura della linea
Nell’interrogazione trova spazio anche la situazione della ex Ferrovia Centrale Umbra, chiusa nel 2017 e ancora interessata da servizi sostitutivi su gomma.
La mancata riapertura completa della linea continua a rappresentare un problema per i territori che dipendevano dai collegamenti ferroviari. Il ricorso agli autobus sostitutivi, inizialmente legato all’interruzione del servizio, si è protratto negli anni senza che fosse ripristinata integralmente la circolazione dei treni.
Pavanelli chiede al Ministro di indicare quali iniziative intenda assumere per accelerare gli interventi necessari alla riattivazione dell’infrastruttura e restituire ai cittadini un collegamento ferroviario stabile.
“Sono anni che i cittadini aspettano la riapertura piena della linea. Il bus non può diventare la normalità. Ho chiesto al Ministro quali interventi intenda attivare per accelerare il ripristino della ferrovia. L’Umbria ha bisogno di treni affidabili, non di scuse e bus sostitutivi all’infinito”, conclude la deputata.
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