La Regione Umbria ha dato il via libera alla variante del piano regolatore generale riguardante “Il Tulipano”, complesso edilizio che vedrà l’introduzione di una nuova viabilità. Questo progetto prevede la realizzazione di una rampa di uscita e una leggera modifica della rotatoria ‘Piazzale Marinai d’Italia’. Il dirigente regionale Michele Cenci ha firmato l’autorizzazione, stabilendo che non è necessaria una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per la procedura.
Dettagli del Progetto e Funzione di Equilibratore del Traffico
Il progetto di variante ha come obiettivo principale l’equilibrio del traffico in uscita dal complesso edilizio, che attualmente si concentra tutto sull’unico accesso di via Carlo Alberto Dalla Chiesa. La nuova rampa sarà classificata come zona Dtr3 viabilità d’impianto e pubblica, come riportato nel documento tecnico. La modifica della rotatoria sarà sia strutturale che operativa, adattandosi al nuovo innesto.
Nel novembre 2023, il progetto è stato riconosciuto come opera pubblica con una delibera dell’esecutivo Bandecchi. La variante non influirà sulle superfici e quantità edificatorie degli insediamenti esistenti, e non sono stati riscontrati problemi ambientali significativi.
Coinvolgimento degli Enti e Raccomandazioni per la Viabilità
Diversi enti hanno partecipato alla valutazione del progetto, tra cui la soprintendenza, Arpa Umbria, Provincia di Terni, Auri, Usl Umbria 2 e Afor. Nonostante non siano stati riscontrati problemi ambientali rilevanti, un alert è stato sollevato riguardo alla viabilità: l’inserimento di un nuovo ramo di accesso potrebbe aumentare il rischio di incidenti e la generale insicurezza della circolazione veicolare sulla rotatoria.
Accorpamento al Demanio Comunale
Un altro aspetto importante del progetto riguarda l’accorpamento al demanio comunale per la rampa. Questo passaggio è essenziale per garantire la gestione e manutenzione futura della nuova infrastruttura viaria.
Considerazioni Archeologiche
La committenza dovrà verificare l’assoggettabilità degli interventi alla procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico. Questo assicura che qualsiasi intervento non danneggi eventuali siti di interesse storico-archeologico presenti nell’area.
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