Odissea ferroviaria: il calvario dei viaggiatori tra Roma e Terni

I disagi dei viaggiatori sulla tratta Roma-Terni sembrano non avere fine. Martedì scorso, molti pendolari hanno vissuto un’esperienza da incubo che uno di loro ha deciso di raccontare nei dettagli.

Un viaggio che doveva essere semplice e veloce, si è trasformato in un’odissea di ritardi e disservizi. Alle 18:15, presso il binario 6 della stazione di Roma Tiburtina, un viaggiatore si è visto chiudere le porte del treno proprio davanti al naso. Nonostante il prossimo treno fosse previsto dopo mezz’ora, le cose sono andate subito male. Il treno delle 18:42 è partito con 10 minuti di ritardo, un ritardo che sembrava gestibile ma che ha segnato l’inizio di una serie di sfortunate vicende.

Appena partiti, l’annuncio temuto dai pendolari: “Questo treno sarà instradato sulla linea lenta, con un maggior tempo di percorrenza di circa 25 minuti”. Quando i treni FrecciaRossa sono in ritardo, i regionali vengono dirottati sulla vecchia linea, ritardando ulteriormente il viaggio dei pendolari, che non ricevono alcun indennizzo.

Il treno si è quindi avventurato nella zona di Sabina, passando per Fara e Poggio Mirteto. I 25 minuti aggiuntivi si sono trasformati in frequenti rallentamenti, rischiando di diventare un’ora in più di viaggio. Ma le disavventure non erano finite. All’altezza di Poggio Mirteto, il treno si è fermato del tutto a causa di un incendio vicino ai binari ad Orte, con tanto di Canadair in azione. I passeggeri, disorientati e senza informazioni certe, sono stati invitati dal capotreno a tornare indietro verso Roma.

Dopo un’ora di attesa, durante la quale la frustrazione tra i viaggiatori cresceva, è stato annunciato che il treno sarebbe tornato a Roma per prendere la direttissima, evitando l’area dell’incendio. Alle 21:15, di nuovo a Tiburtina, un ulteriore annuncio ha comunicato che il treno avrebbe proseguito solo fino ad Orte. I passeggeri diretti oltre sono stati invitati a trasferirsi al binario 6 per un altro treno verso Terni e le Marche.

Il caos si è intensificato, con anziani, bambini e stranieri costretti a fare una corsa tra i corridoi della stazione. Arrivati al treno, già pieno, molti si sono seduti in prima classe, sperando che Trenitalia comprendesse la situazione eccezionale. Ma un giovane controllore, inflessibile, ha minacciato multe per chi non avesse il biglietto adeguato. La tensione è salita alle stelle quando due passeggeri di prima classe, indispettiti dalla presenza degli altri viaggiatori, hanno minacciato di chiamare la Polfer. I pendolari, stremati, si sono spostati mestamente in seconda classe, cercando posti liberi.

Alla fine, il nostro viaggiatore è arrivato a Terni alle 22:20, impiegando tre ore e quaranta minuti per un tragitto che, in condizioni normali, richiede molto meno tempo. La sua testimonianza si conclude con un’amara riflessione: “Siamo onesti, lo sappiamo tutti come andrà a finire in qualsiasi ambito del servizio pubblico, quello su cui per anni ha potuto fare affidamento la classe media. Sarà sempre peggio, peggio ancora di così”.

Redazione

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2 anni fa

Vergognoso sempre mia figlia poveretta con l’università è stato un calvario

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