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Ast si ferma per Natale e Capodanno: cassa integrazione per 2200 lavoratori

In risposta a questa fermata programmata e agli effetti che avrà sui lavoratori, le RSU hanno richiesto alla direzione aziendale un riconoscimento economico per compensare la perdita salariale subita

Da una parte il lavoro per raggiungere l’accodo di programma, la cui firma è attesa per Gennaio, dall’altra ancora problemi. L’acciaieria Arvedi Ast ha annunciato una sospensione temporanea delle sue attività tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, che influenzerà direttamente la vita lavorativa di centinaia di dipendenti. Questa decisione, comunicata dalla direzione aziendale alle rappresentanze sindacali unitarie (RSU), comporterà l’attivazione della cassa integrazione per diverse fasce di lavoratori, complessivamente 2200.

La decisione di interrompere temporaneamente le attività è stata presa, fa sapere l’azienda, principalmente a causa della contrazione del mercato e del conseguente calo delle commesse di lavoro. Questa situazione è aggravata da una realtà nazionale in cui le aziende italiane, inclusa AST, si trovano a fronteggiare costi energetici e per le materie prime notevolmente più elevati rispetto ai loro competitor europei e internazionali. Questi fattori hanno creato un contesto economico difficile per l’azienda.

Le date degli stop

Le date di sospensione variano per differenti reparti e impianti all’interno dell’azienda. Per alcuni dipendenti, la fermata è prevista dal 19 al 24 dicembre, per altri dal 27 dicembre al 7 gennaio. In particolare, i forni Acc cesseranno le operazioni il 19 dicembre e riprenderanno l’8 gennaio, mentre Lac fermerà le attività il 22 dicembre, ripartendo anch’essa l’8 gennaio. Altri reparti, come Pix 1-2-3, Zmill2 e Ba3, seguiranno programmi di fermata simili. CST e SDF Meccanica e trattamenti termici saranno interessati solo dalla fermata sindacale.

La risposta del sindacato

In risposta a questa fermata programmata e agli effetti che avrà sui lavoratori, le RSU hanno richiesto alla direzione aziendale un riconoscimento economico per compensare la perdita salariale subita dai lavoratori. Questo mostra una preoccupazione concreta per le condizioni dei dipendenti e una volontà di negoziare soluzioni che possano mitigare gli effetti di questa difficile situazione.

 

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