L’inflazione fa spendere di più per comprare meno: “Ma Terni informa al meglio sui prezzi”

Nel convegno su Inflazione e comunicazione organizzato dai servizi statistici del Comune le contraddizioni del momento e le strategie nel monitoraggio

Durante il recente convegno “Inflazione e comunicazione”, organizzato dai Servizi statistici del Comune presso la Bct, sono emerse considerazioni cruciali sull’impatto dell’inflazione sui consumatori. Esperti dell’Istat, accademici e rappresentanti della Federconsumatori hanno offerto un quadro dettagliato della situazione economica attuale.

Michele Carrus, presidente nazionale di Federconsumatori, ha sottolineato un calo dell’inflazione per il secondo mese consecutivo, ma ha messo in guardia contro un “effetto ottico”, considerando l’alta inflazione (11,8 punti) dello scorso anno nello stesso periodo. “Abbiamo una condizione per la quale gli italiani spendono di più per comprare di meno”, ha dichiarato Carrus, indicando che, nonostante la riduzione dell’inflazione generale, il costo dei generi alimentari non lavorati è aumentato di quasi un punto percentuale.

Il convegno è nato dall’interrogativo se una comunicazione costante e locale sui dati dell’inflazione possa influenzare le scelte di acquisto dei consumatori e contrastare la speculazione. Simona Coccetta, responsabile dei Servizi statistici del Comune, ha illustrato come l’informazione mirata possa avere un impatto concreto. “Intorno a giugno il prezzo del pane ha interrotto il trend di crescita ed è anche sceso”, ha detto Coccetta, sottolineando come l’attenzione mediatica su specifici prodotti possa influenzare i loro prezzi.

Terni si è distinta a livello nazionale per la sua strategia di comunicazione sui prezzi, in particolare riguardo gli aumenti relativi a generi alimentari come il pane. Questo approccio ha portato a una frenata e perfino a una riduzione dei prezzi di alcuni prodotti, mentre altri, meno monitorati, hanno continuato a subire rincari.

Il Comune di Terni, in collaborazione con quello di Verona, ha condotto analisi per capire quali tipologie di famiglie sono più colpite dall’inflazione. È emerso che le famiglie con bambini piccoli e con anziani sono state più impattate rispetto a quelle con figli adolescenti. Coccetta ha concluso che, confrontando i dati con quelli di Verona, i prezzi di molti prodotti e servizi sono più bassi a Terni, nonostante un’inflazione più marcata e persistente.

 

Redazione

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