Morte don Edmund Kaminski: non è colpa di nessuno

Assolto il cinquantacinquenne conducente del bus: per il giudice il parroco era già caduto ed è stato trascinato per alcuni metri dal mezzo

tribunale

Il tribunale di Terni, presieduto dal giudice Chiara Mastracchio, ha pronunciato l’assoluzione di F.P., 55enne di Terni e dipendente di BusItalia, dall’accusa di omicidio colposo per la morte di don Edmund Kamiński, il parroco di San Matteo Apostolo di Campitello, deceduto il 26 luglio 2020. La decisione è stata presa sulla base del fatto che “il fatto non sussiste”, dopo che l’uomo era stato coinvolto in un incidente stradale che ha visto la tragica fine di don Kamiński.

Don Edmund Kamiński, di origini polacche e molto apprezzato nella comunità ternana, è deceduto all’età di 54 anni a seguito di un incidente stradale avvenuto il 25 luglio 2020. L’incidente si era verificato lungo la strada regionale 79 nella zona di Acquavogliera (San Gemini), quando il parroco era caduto autonomamente dalla propria bicicletta nei pressi dello svincolo E45 di Acquavogliera/Gabelletta e era stato successivamente colpito e trascinato per alcuni metri dall’autobus extraurbano guidato da F.P.

In aula, il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a due anni e un mese di reclusione per F.P., ma gli avvocati difensori vevano chiesto l’assoluzione, non ritenendo emersi elementi di responsabilità in capo al proprio assistito. Il tribunale ha condiviso questa lettura, portando all’assoluzione del 55enne.

La scomparsa di don Edmund Kamiński aveva colpito profondamente la comunità ternana, non solo quella della sua parrocchia. Don Kamiński, noto per il suo spirito sportivo e la passione per il ciclismo, era una figura molto conosciuta e stimata, e il suo ricordo rimane ancora vivo tra coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.

Nel contesto del procedimento legale susseguente all’incidente, i familiari del religioso erano stati risarciti dall’assicurazione di BusItalia, motivo per cui non vi erano parti civili nel processo. La sentenza di primo grado ha così portato a una conclusione questa tragica vicenda, lasciando un senso di vuoto nella comunità che ha perso un punto di riferimento importante.

Redazione

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