Marco Celestino Cecconi, coordinatore comunale di Terni di Fratelli d’Italia, ha preso posizione contro le affermazioni di Guido Verdecchia, capogruppo di Alternativa Popolare a Palazzo Spada, riguardo all’Accordo di coesione e sviluppo tra il governo nazionale e la Regione Umbria.
Le accuse di Verdecchia sono state definite da Cecconi come “la risibile tesi” di chi cerca di “giustificare” l’assenza del sindaco di Terni, criticando duramente questa narrazione.
“L’Accordo di coesione e sviluppo… sarebbe stato solo una trovata elettorale?” ha esordito Cecconi, citando le parole di Alternativa Popolare per poi demolirle: “È questa dunque la risibile tesi che autorevoli esponenti di Alternativa Popolare hanno tentato di sostenere, giusto per provare a ‘giustificare’ l’assenza clamorosa del sindaco di Terni.” Cecconi ha chiarito che Terni non è “un Comune qualunque fra i tanti dell’Umbria” ma gioca un ruolo chiave nella distribuzione dei fondi dell’accordo.
Sfidando le affermazioni di Alternativa Popolare, Cecconi ha sottolineato: “il tentativo di AP non è nient’altro che il classico rimedio peggiore del male.” Ha poi aggiunto che “la teoria in questione, in tutta la sua conclamata infondatezza, non fa altro che confermare la totale mancanza di cultura di governo dell’attuale Amministrazione.”
Riguardo alla legittimità e alla tempistica degli Accordi, Cecconi ha fatto notare: “il governo-Meloni ha sottoscritto nei mesi scorsi altri 11 Accordi, analoghi a quello firmato in questi giorni con l’Umbria,” dimostrando che non si trattava di mosse elettorali date le “scadenze davvero troppo remote”. Ha evidenziato come gli accordi si fondano su principi costituzionali e europei mirati a “ridurre le disparità di sviluppo tra le regioni degli Stati membri”.
Difendendo l’apporto dell’accordo all’Umbria, Cecconi ha dichiarato: “È grazie a queste politiche… che l’Umbria si troverà a beneficiare per i prossimi anni di oltre 3 miliardi di fondi-PNRR,” contrapponendo questa visione concreta e di lungo termine alle critiche di Alternativa Popolare.
In chiusura, Cecconi ha messo in guardia: “le bugie hanno le gambe corte. E certe assenze restano ingiustificabili, come del resto l’ignoranza: nel senso letterale di ‘non sapere’.”
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