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Sicurezza, centrosinistra chiede incontro al Prefetto che bacchetta il Comune: “Ritardo sui dati”

Parlando al Messaggero, Bruno annuncia l'imminente rinnovo del Patto per Terni sicura e bacchetta la Giunta. La quale a sua volta annuncia una conferenza stampa sul tema. E da destra si chiedono misure drastiche

Un incontro per parlare di sicurezza, alla luce degli ultimi e ripetuti episodi di violenza in città. Le opposizioni di centro sinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Innovare per Terni), hanno scritto a Giovanni Bruno, prefetto di Terni, in vista del prossimo rinnovo del “Patto per Terni sicura”, un accordo cruciale per la definizione delle strategie di sicurezza urbana, annunciato dallo stesso Bruno in una intervista a Il Messaggero.

“Questa richiesta – scrivono le opposizioni – scaturisce in seguito ai fatti di cronaca di questi giorni, inerenti la sicurezza della nostra città e della percezione della cittadinanza rispetto a quanto avvenuto.  Già più volte dall’inizio della nuova consigliatura, abbiamo denunciato la situazione e soprattutto l’inadeguatezza delle modalità adottate dal Sindaco, per affrontare il problema.Nella consapevolezza che l’organico delle forze dell’ordine è purtroppo soggetto a criticità, derivanti dai pensionamenti di cui abbiamo appreso pubblicamente, e che il comune di Terni sia in ritardo sulle proposte di propria competenza, riteniamo necessario esternarLe il nostro punto di vista”.

Bruno, parlando alla redazione cittadina del quotidiano, non ci sta però a parlare di allarme sicurezza. Secondo il prefetto  i recenti episodi di furto nella città umbra non devono destare “particolare allarme”, in quanto fenomeni di “ordinaria consuetudine” che tendono a intensificarsi nei periodi festivi. Fenomeni che Bruno lega all’attività di gruppi criminosi “che spesso arrivano da fuori e che di solito vengono individuati dalle forze dell’ordine”.

L’approccio del prefetto verso il rinnovo del patto è pragmatico ma si scontra con l’attesa dei dati necessari dall’amministrazione comunale. Bruno ha infatti evidenziato una certa lentezza: “Il Comune di Terni è in ritardo sui dati che sono stati richiesti in vista del nuovo accordo”, sottolinea, mettendo invece in risalto la prontezza della Regione Umbria nel fornire le informazioni richieste.

Il contesto si presenta quindi complesso, con una pressione crescente sulle forze di polizia, destinate a vedere il pensionamento del trenta per cento del proprio organico entro un anno e mezzo. “All’inizio dell’anno ho segnalato a livello centrale i problemi della carenza d’organico delle forze dell’ordine”, ha spiegato il prefetto, rimarcando la consapevolezza delle istituzioni centrali sulla situazione, pur nel riserbo sui tempi di una possibile soluzione.

Non manca poi una stoccata alla scelta di Bandecchi di utilizzare i vigilantes privati: “Mi chiedo se, invece di spendere soldi per vigilare sugli immobili del Comune, non fosse stato meglio investire fondi sulle telecamere termiche collegate con le forze dell’ordine”., chiosa.

E mentre a destra (Forza Italia) c’è chi invoca l’esercito, il Comune di Terni si appresta a dire la sua: lo farà domani mattina, in una conferenza stampa a Palazzo Spada (ore 11), presenti il vicesindaco Riccardo Corridore e il coordinatore comunale di Ap e consigliere delegato alla sicurezza Raffaello Federighi.

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