Monitoraggio agenti inquinanti, M5S contro Coletto: “Operazione di distrazione di massa”

Il consigliere comunale M5S di Terni, Claudio Fiorelloi critica l'iniziativa: "Inquinamento di Terni non è dato da pentole e indumenti, come pensa l'assessore"

Il Movimento 5 Stelle di Terni ha espresso forte disappunto per le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto. Durante l’annuncio della partecipazione della Regione Umbria al progetto di sorveglianza finanziato dal Ministero della Salute, volto a valutare i rischi sanitari legati all’esposizione a inquinanti organici persistenti, metalli e PFAS, Coletto ha indicato come fonti di rischio pentole antiaderenti e indumenti impermeabili.

Il consigliere comunale M5S di Terni, Claudio Fiorelli, ha definito l’intervento di Coletto una “grande operazione di distrazione di massa”. Ha sottolineato che l’assessore ha minimizzato le criticità ambientali e le fonti di inquinamento industriale, evidenziate anche dal Ministero della Salute. Coletto ha precisato che “le sostanze perfluoroalchiliche sono presenti in alcuni indumenti e oggetti di uso comune, dalle pentole antiaderenti, a capi di abbigliamento impermeabili, imballaggi alimentari, pesticidi” Tuttavia, secondo Fiorelli, tali affermazioni sono un modo per distogliere l’attenzione dalle reali problematiche ambientali della Conca ternana.

Fiorelli ha evidenziato come tale approccio sia una tattica per ritardare le necessarie azioni di bonifica ambientale. Ha criticato l’assessore per il suo atteggiamento negazionista, che compromette la possibilità di risanamento della Conca ternana, dove l’esposizione a nichel e cromo supera di gran lunga i limiti di sicurezza previsti dalla legge. «Un approccio negazionista che si ripete e contro il quale combattiamo da anni, che cancella ogni possibilità di risanamento ambientale per la Conca ternana anche in ottica di prevenzione primaria e di sostenibilità ambientale dei processi industriali», ha dichiarato Fiorelli. Questo atteggiamento, secondo Fiorelli, è particolarmente grave in un momento in cui la questione di Prisciano è tornata al centro dell’attenzione, con i cittadini locali esposti agli inquinanti abbandonati a se stessi e senza risposte dalla Regione Umbria.

Redazione

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