Vasta operazione dei Carabinieri fra Terni, Acquasparta, Lugnano In Teverina, Parma e Roma che ha portato a dieci arresti (di persone dai 30 ai 66 anni, di cui una donna, compagna del principale indiziato), tutti componenti di una banda dedita all’acquisto all’ingrosso e poi allo smercio di droga. Per tutti l’accusa è approvigionamento e spaccio di cocaina sul territorio ternano, ma anche in quello perugino, spoletino e reatino.
Il sodalizio criminale, scoperto dal nucleo dell’Arma ternana era composto da composto da quattro cittadini albanesi, due rumeni e italianie e quattro ternani e sfruttava un canale di rifornimento privilegiato con il Nord-Italia
Grazie ai numerosi servizi di osservazione e pedinamento, nonché alle attività tecniche di intercettazione telefonica e ambientale, i militari del Nucleo Investigativo, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Terni, sono riusciti a ricostruire numerosi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno rivelato che il gruppo riusciva a importare ingenti quantitativi di cocaina anche da fuori Regione.
Il modus operandi del sodalizio prevedeva l’utilizzo dell’abitazione del principale indagato – in località Cerqueto – come base per lo stoccaggio, l’occultamento, il confezionamento e la distribuzione della cocaina. Nascosta nei boschi nei pressi dell’abitazione – in località Cerqueto, zona Tulipano – in panetti da un chilo, la droga da qui veniva confezionata in piccole dosi e poi ceduta ai diretti collaboratori che si occupavano della vendita al dettaglio. Il capobanda, un albanese di 42 anni già detenuto al momento dell’arresto per una delle operazioni che hanno condotto al completamento dell’operazione, incontrava direttamente i clienti più fidati presso la sua abitazione per cedere loro lo stupefacente.
Come spiegato nella conferenza stampa indetta nel pomeriggio dall’Arma, presenti il pm Marco Stramaglia e il procuratore facente funzione Andrea Claudiani, i pusher erano di diversa età e nazionalità e gli indagati si sostentavano prevalentemente con l’attività criminosa, sebbene alcuni di loro svolgerssero anche altre attività legali.
Sono stati emessi dal Gip Barbara Di Giovannantonio su richiesta del pm Marco Stramaglia, in tutto dieci provvedimenti di custodia cautelare, otto in carcere e due ai domiciliari. Il giro d’affari mensile del gruppo, secondo quanto emerso dalle indagini, ammontava a diversi chilogrammi di cocaina, movimentando almeno tre chili di droga al mese. Durante l’operazione sono stati sequestrati circa 15.000 euro proventi dello spaccio.
L’indagine, avviata tra il 2022 e il 2023 a partire dal contrasto al piccolo spaccio è risalita fino ai grossisti della zona grazie anche ai trojan, i cosiddetti captatori informatici, installati da remoto nei cellulari dei sospettati.
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