Dopo la chiusura per due settimane imposta dalla Questura di Terni a seguito di episodi di risse e violenza, l’Opificio prende posizione con una nota ufficiale. I gestori del locale sottolineano che i fatti contestati si sono verificati “principalmente all’esterno del locale” e “non rappresentano né la nostra società né la nostra clientela”.
Pur accettando il provvedimento, la direzione ribadisce di aver sempre rispettato le regole e collaborato con le forze dell’ordine. Il locale impiega oltre 50 dipendenti, tra assunti diretti e personale in appalto, e tutti “regolarmente contrattualizzati”.
Sul fronte della sicurezza, i responsabili affermano di aver “investito moltissimo”, utilizzando esclusivamente personale qualificato e “oltre il doppio di quello richiesto dalla legge”. Sono state adottate misure restrittive, tra cui una selezione all’ingresso del parcheggio privato, un doppio tornello per controllare i clienti e un monitoraggio costante dell’area esterna.
Infine, il locale difende il proprio operato sottolineando che “la stupidità di pochi non può prevalere sul diritto di molti di vivere tranquillamente, divertirsi e lavorare”. Nonostante la chiusura, l’Opificio conferma il proprio impegno per garantire un ambiente sicuro e una collaborazione continua con il territorio.
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