Nei giorni scorsi, il consiglio comunale di Ferentillo ha respinto la mozione presentata dal consigliere Riccardo Ratini, con la quale si chiedeva all’amministrazione di rivedere la collocazione della cabina primaria di trasformazione Enel, prevista nella zona ‘Il Piano’ di Precetto. La votazione ha visto sei contrari e quattro favorevoli, con il no espresso dal sindaco Elisabetta Cascelli e dai consiglieri Innocenzo Rossi Bartoli, Lavinia Rossi, Giacomo Martinelli, Giuliana Rossi e Pierfederico Runcini. A favore, invece, si sono espressi Ratini, Enrico Riffelli, Domenico Leonardi e Sebastiano Torlini.
Il comitato ‘Noi amiamo Ferentillo’, che si batte per lo spostamento dell’opera, ha commentato l’esito della votazione sottolineando che “la mozione, appoggiata e incoraggiata anche da componenti della nuova amministrazione regionale, faceva riferimento a un’alternativa individuata dall’assessore regionale all’ambiente, Thomas De Luca”. Secondo il comitato, la nuova area proposta “è priva di classificazione di rischio idraulico e non presenta vincoli ostativi all’intervento, al contrario del sito attualmente scelto da Enel, che si trova in una zona a massimo rischio idraulico (Fascia A)”. Inoltre, la delocalizzazione “avrebbe permesso di riqualificare un’area attualmente in stato di abbandono, preservando al contempo una pianura di alto pregio ambientale, agricolo e turistico”.
Durante la seduta, il consigliere Ratini ha ribattuto a quelle che ha definito informazioni errate, precisando che “la cabina primaria non porterà più corrente di quella necessaria al territorio, ma servirà esclusivamente a stabilizzare l’erogazione di energia esistente e futura”. Ha poi evidenziato come “ancora oggi, anche alcune figure deputate alla valutazione del progetto non ne abbiano piena contezza”.
Al termine della votazione, Ratini ha lasciato l’aula in segno di dissenso, prendendo così le distanze dalla maggioranza di cui aveva precedentemente fatto parte. L’esito della decisione consiliare lascia aperta la questione, con il comitato e i sostenitori della delocalizzazione che promettono di continuare la battaglia per modificare la scelta della localizzazione della cabina.
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