Ilaria Sula, si indaga sul telefono di Samson: potrebbe aver chiamato due amici dopo l’omicidio

Le indagini sulla morte di Ilaria Sula si concentrano sui dispositivi digitali sequestrati: messaggi, tracce GPS e collegamenti sospetti svelano nuovi dettagli sull’omicidio. Da chiarire la posizione di due amici dell'omicida già noti alla Polizia

Nei dispositivi elettronici sequestrati dalla Squadra Mobile di Roma – tra cui il cellulare di Mark Anthony Samson e il tablet e computer di Ilaria Sula – si concentrano  le speranze degli investigatori per ricostruire le ultime settimane di vita della giovane ternana, uccisa dal fidanzato. Quei supporti digitali potrebbero infatti contenere elementi utili per comprendere l’evoluzione del rapporto tra i due ex fidanzati e il profondo rancore che, secondo gli inquirenti, Samson avrebbe maturato dopo la fine della relazione, fino a sfociare nell’omicidio.

Gli esperti incaricati dalla Procura di Roma stanno per avviare l’analisi dettagliata delle memorie interne dei dispositivi. Finora, è stato proprio il telefono di Ilaria – non ancora ritrovato – a rivelarsi una fonte decisiva per orientare le indagini. Dopo aver ucciso la giovane, Samson avrebbe continuato a usare il suo smartphone per giorni, inviando messaggi e interagendo sui social network con l’obiettivo di far credere a un allontanamento volontario da parte della vittima.

Come ha spiegato anche la Gip nelle motivazioni che hanno convalidato l’arresto il giovane “durante l’interrogatorio non mostra dolore per aver spezzato la vita della ventiduenne, piuttosto per aver perso una parte dell sua felicità e per il timore di non apparire più lo stesso agli occhi dei suoi amici. Appare un insensibile manipolatore. Mostra indici di grave inumanità“.

L’analisi dei tabulati telefonici ha rivelato che il dispositivo è stato attivo in diversi luoghi: nell’abitazione che Samson condivideva con i genitori, presumibilmente ripulita dopo il delitto con l’aiuto della madre; lungo il tragitto verso il dirupo dove il corpo di Ilaria è stato infine abbandonato; e in una zona di Roma che ora è al centro dell’attenzione investigativa.

Il telefono si sarebbe connesso più volte, fino al primo aprile, a una cella telefonica che copre l’area San Giovanni-Tuscolano. È qui che, secondo quanto riportato dalla richiesta di convalida dell’arresto firmata dal pubblico ministero Maria Perna, risiedono due giovani noti alle forze dell’ordine e già visti in passato in compagnia di Samson. L’ipotesi è che possano avere aiutato Samson a disfarsi della valigia con dentro il corpo della studentessa

L’ultimo rilevamento del cellulare risale alle 3 del mattino del primo aprile, circa tre ore dopo l’ultima attività digitale di Ilaria e a poche ore dal fermo del ventitreenne. Una coincidenza? Forse. Ma sul punto, negli atti della procura, compare un curioso omissis che lascia intravedere ulteriori sviluppi investigativi.

Redazione

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