Domanda: L’incontro “Il potere delle acque” ha lanciato molti spunti. Qual è il messaggio principale che vuole evidenziare?
Pileri: Serve consapevolezza. L’evento può rappresentare l’avvio di una riflessione più ampia, ma dobbiamo partire da un dato di fatto ignorato da molti: Terni, pur definendosi “città delle acque”, non possiede le sorgenti che alimentano i propri acquedotti. Le acque potabili di sorgente, che alimentano gli acquedotti che riforniscono la nostra Citta’, provengono dal Comune di Morro (Pacce 1 e 2), dal Comune di Arrone (Lupa), e dal Comune di Scheggino. È un dato di fatto che non possiamo ignorare. Quanto alle acque del Fiume Nera, queste nascono nelle Marche, entrano in Umbria percorrendo tutta la Valnerina Perugina, a Ferentillo entra nella Provincia di Terni. Il Nera si alimenta con le acque del Velino, Caduta delle Marmore in località Collestatte. Entra a Terni e la percorre per circa 15 km fino a Narni. Dei 116 km di lunghezza, quelli che percorrono il territorio del Comune di Terni, sono , dal confine del Comune di Arrone, circa 25 km.
Domanda: Cosa comporta questa condizione per Terni?
Pileri: Impone un cambio di prospettiva. Come ammoniva Manzoni, rischiamo di essere un vaso di coccio tra vasi di ferro. Senza una progettualità chiara, non possiamo difendere i nostri interessi. Il titolo stesso dell’incontro — Il potere delle acque — suggerisce una tensione implicita tra controllo e bene comune. Non possiamo affrontare il tema dell’acqua solo da una prospettiva locale.
Domanda: A suo parere, quale dovrebbe essere la scala di riflessione e intervento?
Pileri: Serve una visione ampia, interregionale. È essenziale distinguere tra le acque “di monte” e quelle “di valle”, perché le dinamiche idriche travalicano i confini amministrativi. Occorre considerare il contesto, le coordinate geo-territoriali, ambientali e storiche: che sono quelle del bacino idrografico Nera – Velino, ricadenti nell’ambito dell’Autorità di Bacino Nazionale del Tevere. Dobbiamo, inoltre, tener conto del punto di vista della prospettiva cui si guarda ed affronta il tema acque, che è diverso e cambia se si sta in “alto” o in “basso” : in Sabina e a Rieti hanno una prospettiva e visione diversa da quella che possiamo avere noi a Terni. Occorre tenerne conto ed occorre sforzarsi di rendere complementari e solidali queste visioni differenti. Per questo, ritengo fondamentale che la gestione delle risorse idriche resti sotto il controllo dello Stato. La frammentazione su base regionale è pericolosa, anzi dannosa per i territori, le città, le imprese ed i cittadini, perchè rischia di alimentare conflitti, contenziosi e paralisi.
Domanda: Qual è stato, in passato, il ruolo di Terni nel sistema idrico ed energetico nazionale?
Pileri: Terni ha avuto un ruolo strategico, basti pensare alle centrali idroelettriche e a infrastrutture come Villa Valle. Ma questa memoria storico-tecnica va recuperata, insieme alla coscienza del nostro peso. Il contributo che la città ha dato al sistema elettrico nazionale è enorme, e oggi rischia di essere dimenticato.
Domanda: Quali rischi individua per il futuro?
Pileri: Anche se oggi ASM Terni Spa, Umbria Energy, Umbria Distribuzione Gas, e, nell’ambito proprio della gestione del ciclo delle acque, la SII Scspa, sono esempi di buone scelte compiute dalla Città di Terni per la erogazione e gestione di servizi pubblici ( Ambiente, Energia Elettrica, Gas, Acqua ), per l’efficienza e qualità, bisogna tuttavia porsi il problema delle prospettive, tenere alta la guardia, vigilare e soprattutto ragionare in termini di Strategie e Progetti industriali per il futuro. Il rischio è che tutto venga progressivamente accentrato in un’unica società regionale, erodendo l’autonomia decisionale dei territori. Non possiamo cedere asset importanti per la crescita, lo sviluppo del nostro territorio per un “piatto di lenticchie”, anteponendo interessi privati e personali di gruppi di interesse rispetto all’interesse generale. Questi asset sono risorse per la Città di Terni ed il suo Territorio. Occorrono idee all’altezza delle sfide , localismi inefficaci e rivendicazioni sterili ci lascerebbero con un pugno di mosche.
Domanda: In sintesi, qual è la sua proposta?
Pileri: Basta illusioni. Terni deve dotarsi di una strategia chiara, concreta, capace di tutelare la risorsa idrica come bene comune, ma anche come leva di sviluppo. Senza visione, continueremo a rivendicare tutto… per poi non ottenere niente.

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