Umbria, stop al lavoro sotto il sole nelle ore più calde: ordinanza fino al 31 agosto

Firmata l’ordinanza regionale contro i rischi da calore per lavoratori agricoli, florovivaisti e nei cantieri all’aperto

Caldo

A partire dal 13 giugno 2025 e fino al 31 agosto dello stesso anno, in Umbria entra in vigore il divieto di svolgere attività lavorative sotto il sole dalle 12:30 alle 16:00, limitatamente alle giornate in cui il livello di rischio per i lavoratori esposti al sole viene indicato come “Alto”, secondo la mappa nazionale del rischio elaborata quotidianamente.

La misura è stata disposta con un’ordinanza contingibile e urgente firmata dalla presidente della Regione Stefania Proietti, a fronte dell’anomala ondata di caldo che ha portato temperature sopra la media stagionale. L’intervento si è reso necessario per tutelare la salute dei lavoratori dei settori agricolo, florovivaistico e dell’edilizia all’aperto, particolarmente esposti a condizioni meteo climatiche estreme.

L’ordinanza è immediatamente operativa e si estende all’intero territorio regionale, ma vale solo per le giornate in cui i bollettini ufficiali segnalano pericolosità elevata per attività fisica intensa sotto il sole nelle ore centrali. Sono escluse dall’obbligo le pubbliche amministrazioni e i concessionari di pubblico servizio, inclusi i loro appaltatori, quando le attività svolte rientrano tra quelle di pubblica utilità, protezione civile o sicurezza collettiva. Tuttavia, anche in questi casi, i datori di lavoro dovranno adottare tutte le misure necessarie a ridurre il rischio termico, come previsto dal decreto legislativo 81/2008.

L’ordinanza ricalca quella già adottata nel luglio 2024, ma viene anticipata per fronteggiare tempestivamente le alte temperature già presenti a inizio estate. Nei prossimi giorni è previsto un confronto tra Regione, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e rappresentanze datoriali per valutare eventuali modifiche e integrazioni al provvedimento, nell’ottica di una maggiore tutela della salute dei lavoratori.

Eventuali infrazioni alla norma saranno punite secondo quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale, salvo che il fatto non costituisca reato più grave. Le autorità competenti sono state già informate: l’ordinanza è stata trasmessa ai Prefetti di Perugia e Terni, ai sindaci dei comuni umbri, alle aziende sanitarie locali, ai rappresentanti sindacali e delle imprese, oltre che al presidente di Anci Umbria.

Redazione

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