Le nuove sfide per l’Università a Terni Questo il tema centrale della due giorni su Terni Universitaria organizzata al PalaSì dall’associazione Io sono una persona per Bene, presieduta da Sauro Pellerucci.
RILEGGI LA PRIMA GIORNATA
Giovani al centro, soprattutto in una città che invecchia e vede una fuga costante e certificata: “La sfida è farli restare”, è stato detto nel corso della seconda giornata “e il ruolo dell’università è fondamentale perchè deve diventare un elemento di crescita del territorio”. Anche per questo, è stato ricordato, bisogna avere il coraggio di fare scelte coraggiose, come a suo tempo fece il comune di Narni, che si legò all’Università di Roma e ancora trae beneficio da questa scelta: “A Terni fu fatta una scelta diversa, puntando su corsi di laurea alcuni dei quali hanno chiuso. Oggi l’offerta a Terni è in affanno, anche sul fronte del post laurea, con poca offerta, nonostante la mole di risorse che è stata investita: abbiamo una risposta insufficiente”.
Un altro tema sul piatto è stata la mancata interlocuzione degli stakeholder del territorio con l’ateneo di Perugia al fine di portare a Terni i corsi che più servono: “Senza un’offerta di qualità, Terni è destinata all’oblio – ha sottolineato l’assessore allo sviluppo economico di Terni Sergio Cardinali – Per cui parlare di università vuol dire programmare il futuro: dobbiamo costruire a Terni le figure per lo sviluppo economico del territorio”.
Maria Grazia Proietti, medico e consigliere regionale del Pd, citando il neo rettore dell’ateneo perugino Massimiliano Marianelli ha sottolineato la necessità di “prendersi cura” della città ed ha concentrato il suo intervento sul polo di medicina, altra sfida per il territorio: “Molti neolaureati poi se ne vanno – ricorda – Noi dobbiamo creare le condizioni perchè possano lavorare qui”. In questo ha ricordato che non sono mai state attivate tre scuole di specializzazione in settori chiave che sarebbero dovute partire: “Non ce lo possiamo permettere – ha ricordato – ci sono borse di studio rimaste in attivate”.
Giuseppe Croce, docente di Economia Politica alla Sapienza di Roma ricorda come lo sviluppo di Terni venga ancora pensato lungo le stesse direttive degli anni 50: “Acciaio ed edilizia: ma i tempi sono cambiati, questo non basta più”. E ricorda come la crescita dell’università passi anche per la risoluzione del problema dei treni. “Se non si risovle la questione dei treni sulla linea lenta, ci troveremo con studenti che faranno fatica anche ad andare a Roma, figuriamoci se verranno qui”. Poi due questioni altrettanto forti: “Bisogna avere una capacità di interlocuzione politica: Viterbo in questi anni è riuscita ad ottenere molto più di Terni e le sue sedi sono molto più attrattive: quindi bisogna anche che le istituzioni locali e regionali si battano con il sistema universitario: aprire altre strade oltre all’ateneo di Perugia è una possibilità”. Infine, la proposta: “Occorre creare una fondazione con gli Its locali che siano in grado di proporre ciò che serve alle aziende del territorio all’istituzione universitaria: ce l’ha una città come Fabriano, può averla Terni”
Spunti interessanti, soprattutto sul fronte dello sviluppo economico, sono arrivati da Claudio Cipolla, segretario ternano della Cgil; Simone Liti, segretario regionale della Fim Cisl e Massimo Moriconi di Federmanager. Liti in particolare ha sottolineato le linee di sviluppo necessarie: “Partecipazione, dialogo con la città, transizione ecologica, benesse personale, innovazione. Il Polo Universitario di Terni deve tornare attrattivo, dove formazione, innovazione, ricerca e creatività devono essere opportunità per uno nuovo sviluppo anche manifatturiero“.
Sono poi intervenuti Franca Nesta della BCT; la docente del Liceo Scientifico Galilei Tiziana Laudadio, la preside del Liceo Scientifico Donatelli Luciana Leonelli; Pierluigi Bonifazi dell’associazione Umru e il regista Folco Napolini.
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