Ospedale, completato il Modulo Poli: “Molti accessi inappropriati al Pronto Soccorso”

La sezione OBI passerà da 9 a 12 posti letto. Intervento finanziato dal PNRR, conclusione prevista entro marzo 2026

Sono stati ultimati i lavori di adeguamento del Modulo Poli dell’ospedale Santa Maria di Terni, che diventerà la nuova sede della sezione OBI (Osservazione breve intensiva). L’area, pari a 325 metri quadrati, sarà collegata direttamente al Pronto soccorso con un nuovo collegamento in muratura da 85 metri quadrati. Al termine dell’intervento, i posti letto OBI aumenteranno da 9 a 12, consentendo una gestione più adeguata dei pazienti.

L’intero progetto di ristrutturazione del Pronto soccorso interesserà una superficie complessiva di 575 metri quadrati e mira a un utilizzo più razionale degli spazi. L’intervento è finanziato con fondi PNRR e inserito nella programmazione regionale delle attività di rete per l’emergenza-urgenza, con fine lavori fissata al 31 marzo 2026.

Nuovi spazi e attrezzature per l’emergenza-urgenza

Tra le novità più rilevanti ci sarà la realizzazione di una nuova camera calda per l’arrivo delle ambulanze e l’ampliamento di 180 metri quadrati dell’area di osservazione, oggi utilizzata per barelle e poltrone. L’area esterna coperta sarà completamente riconvertita e ospiterà nuovi locali dedicati a visite e monitoraggio dei pazienti più gravi. È inoltre previsto l’acquisto di strumentazioni aggiuntive per potenziare l’attività del pronto soccorso.

Grazie a questa riorganizzazione, sarà possibile eliminare l’attuale impatto visivo delle barelle disposte in spazi ridotti e migliorare le condizioni di accoglienza e di cura.

Miglioramenti organizzativi già in corso

La Direzione Aziendale rispondendo anche alle critiche del sindacato, sottolinea che, nonostante i cantieri, è stata già avviata una serie di azioni per rispondere alle esigenze dei pazienti: apertura di un’area aggiuntiva per i pazienti in corso di studio, integrazione del personale infermieristico, garanzia di assistenza continua a chi si trova in fase diagnostica.

Questi interventi, insieme a una revisione dei processi organizzativi, hanno permesso nei mesi estivi di ridurre i tempi medi di attesa rispetto al periodo precedente.

Il Pronto soccorso di Terni registra quotidianamente tra 150 e 250 accessi, con picchi di sovraffollamento considerati ormai fisiologici. Tuttavia, il 30% delle richieste è considerato inappropriato, trattandosi di attività di competenza dei servizi ambulatoriali territoriali o dei medici di base.

La Direzione chiarisce che il tempo trascorso dai pazienti in pronto soccorso è da intendersi come “tempo di cura” e non come semplice attesa: durante la permanenza, infatti, vengono svolti iter diagnostici e terapeutici che consentono, in molti casi, di evitare ricoveri non necessari o di completare accertamenti prima del trasferimento nei reparti.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Il dottor Parisi risponde alle polemiche sul caso del paziente assistito in Pronto Soccorso dopo...
C'è pure l'obbligo di firma, se l'è presa con le infermiere e ha danneggiato oggetti...
L'’età media dei pazienti coinvolti è di circa 75 anni, con casi prevalenti di disidratazione...

Altre notizie