La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria ha avviato l’iter per la tutela dei murales realizzati nel 1975 allo stadio Libero Liberati di Terni dalla Brigata Pablo Neruda, un gruppo di giovani esuli cileni accolti in città dopo il colpo di Stato di Pinochet. Una decisione che arriva in seguito alla segnalazione congiunta inviata alla fine di agosto da una rete di associazioni cittadine: Arci Terni, Il Pettirosso, Sentieri Partigiani, Anpi Terni, Cgil Terni, l’Asd Gramsci Terni e i gruppi della Curva Est “Vecchio Stampo” e “Brigata Gagarin”.
“Per noi, questi dipinti non sono semplici decorazioni murarie: sono il lascito degli esuli cileni accolti a Terni, un segno tangibile della solidarietà internazionale che la città seppe esprimere in quegli anni”, affermano i promotori dell’iniziativa.
La risposta ufficiale della soprintendenza è arrivata ieri dall’ufficio di Perugia, che ha fatto fermato la volontà palesata dal Comune di uno spostamento o rimozione delle opere, e ha chiesto immediate delucidazioni al Comune di Terni.
“Non eravamo a conoscenza della presenza dei murales né della volontà di spostarli – si legge nella nota dell’ente –. Alla luce della segnalazione, abbiamo avviato le verifiche necessarie per accertare la sussistenza dell’interesse culturale, in quanto testimonianza storica, identitaria e collettiva”.
I quattro murales furono dipinti nel 1975 da giovani rifugiati cileni fuggiti dalla dittatura militare, e raccontano attraverso forme e colori la resistenza, l’esilio, la solidarietà e la lotta per la libertà. Quei murales, rimasti per decenni pressoché invisibili all’attenzione pubblica, rappresentano oggi un documento di memoria civile, unico nel suo genere, non solo per Terni ma per l’intero Paese.
La presa di posizione della soprintendenza ha raccolto l’apprezzamento unanime delle associazioni firmatarie, che ora chiedono un intervento di restauro e conservazione, oltre al riconoscimento ufficiale come bene culturale sottoposto a tutela.
“Una risposta importante – dichiarano – che fa chiarezza sulla vicenda e apre alla possibilità di salvaguardare un patrimonio storico che appartiene all’intera comunità ternana”.
Un ringraziamento è stato rivolto anche all’onorevole Elisabetta Piccolotti del gruppo parlamentare AVS, che aveva presentato un’interrogazione al Ministro della Cultura, contribuendo a portare la questione all’attenzione nazionale e a rafforzare l’istanza di protezione istituzionale.
Le associazioni promotrici hanno annunciato l’intenzione di organizzare un evento pubblico per raccontare la storia dei murales e della Brigata Pablo Neruda, e per valorizzare la memoria dell’accoglienza che Terni seppe offrire a chi fuggiva dalla repressione in Sud America.
“Quei murales sono una finestra su un’epoca di impegno civile, sono un simbolo di solidarietà e accoglienza attiva. Vogliamo restituire loro visibilità e dignità attraverso un progetto condiviso con la città”.
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