Stadio-clinica, Umbria Civica alla Regione: “Venga a Terni e ritiri il ricorso al Tar”

Arcudi, Difino e Ravasio accusano la giunta regionale: "Scelta ideologica che danneggia la città e frena investimenti strategici per sport e sanità"

A pochi giorni dalla prima udienza davanti al TAR dell’Umbria, si accende lo scontro politico sulla vicenda del progetto stadio-clinica di Terni, promosso dal Comune e osteggiato dalla Regione. A intervenire è il movimento Umbria Civica con i suoi rappresentanti: Nilo Arcudi, segretario regionale, Andrea Difino, segretario provinciale, e Marco Ravasio, segretario comunale, che criticano con fermezza la decisione della Regione Umbria di impugnare la determina comunale relativa alla realizzazione del nuovo stadio “Libero Liberati” e di una clinica privata.

Secondo quanto affermato da Umbria Civica, il ricorso promosso dalla giunta regionale di centrosinistra guidata da Daniela Proietti nasce dal presunto superamento improprio del dissenso espresso in sede di Conferenza dei Servizi. La Regione contesta che le procedure seguite dal Comune sarebbero in violazione delle normative sanitarie vigenti, ritenendo che non vi fosse una piena coerenza con la programmazione regionale. Tuttavia, secondo Umbria Civica, la stessa Conferenza si sarebbe chiusa con esito favorevole, con tutte le osservazioni superate, compresa quella della stessa Regione.

“Una scelta grave e dannosa”, affermano Arcudi, Difino e Ravasio, che sottolineano come il ricorso al TAR non solo stia bloccando un’opera attesa da anni, ma rischi di penalizzare fortemente Terni e la sua provincia, sotto il profilo economico, sportivo e sanitario. Per Umbria Civica, si tratta di una decisione politica e ideologica, che ha preferito la via del contenzioso giudiziario al dialogo istituzionale e alla ricerca di un’intesa.

Dal punto di vista tecnico, il Comune di Terni difende la legittimità dell’intero iter amministrativo, chiarendo che l’autorizzazione edilizia è distinta da quella sanitaria, e che quest’ultima verrà richiesta alla Regione solo a struttura completata, come prevede la normativa. Per il momento, dunque, non ci sarebbe alcuna violazione delle competenze regionali in materia sanitaria.

Nel frattempo, la Ternana Calcio e la società Stadium, promotrici dell’investimento, hanno diffidato formalmente la Regione Umbria, segnalando i gravi danni economici derivanti dal blocco dell’operazione. Secondo i soggetti coinvolti, esiste un rischio concreto di default e di ritiro degli investitori, con perdite sia sul fronte occupazionale che nella riqualificazione urbana.

Umbria Civica invita dunque la Regione a ritirare il ricorso e a tornare al tavolo delle trattative, per concordare modalità operative trasparenti che garantiscano la qualità della sanità pubblica e, allo stesso tempo, valorizzino le opportunità offerte dal coinvolgimento del privato. Il partito si rivolge anche a tutti i cittadini e soggetti che si riconoscono nei valori moderati e riformisti, sollecitando una presa di posizione contro quella che definisce una difesa miope delle rendite di posizione, in contrasto con le esigenze reali del territorio.

Il confronto istituzionale rischia ora di trasformarsi in uno scontro frontale che potrebbe produrre ripercussioni durature sull’attrattività della città, compromettendo un progetto che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rilanciare servizi sanitari innovativi, infrastrutture sportive e indotto economico.

Redazione

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