Il futuro dei negozi Superconti si scrive a fine mese: “Criteri sbagliati per le chiusure”

Cinque ore di confronto tra vertici cooperativa e sindacati. Sul tavolo cessioni, chiusure e 180 esuberi. Prossimo incontro fissato per il 20 gennaio

Una maratona negoziale di cinque ore si è svolta giovedì in un hotel della capitale tra i sindacati e i vertici di Unicoop Etruria, la cooperativa nata dalla fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno. L’incontro, iniziato dopo le 13 e concluso intorno alle 18, ha affrontato nel dettaglio il piano industriale presentato a dicembre, che prevede per l’Umbria la cessione o chiusura di dieci punti vendita tra Coop e Superconti, oltre a diversi esuberi nel settore amministrativo di Castiglione del Lago.

I criteri per individuare i negozi da chiudere

Durante la riunione, i rappresentanti di Unicoop hanno illustrato i dati economici relativi ai singoli punti vendita, fornendo informazioni dettagliate su fatturato, utili e perdite. La cooperativa ha inoltre spiegato i parametri utilizzati per selezionare quali negozi destinare alla vendita o alla chiusura definitiva.

Tra i criteri principali figurano i risultati economici delle singole strutture, la localizzazione geografica rispetto alle principali arterie di comunicazione, le prospettive di sviluppo futuro e la presenza di competitor nella medesima area. Un elemento determinante è rappresentato anche dalla vicinanza eccessiva tra punti vendita della stessa insegna, quelli che la società definisce “doppioni”.

Nessuna trattativa in corso con acquirenti

Al momento attuale, secondo quanto comunicato da Unicoop Etruria, non sarebbero in corso negoziazioni con potenziali acquirenti. La società ha precisato di voler prima definire un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali prima di procedere con eventuali cessioni.

Le risorse economiche derivanti dalle vendite dei punti vendita verranno reinvestite per incrementare la liquidità aziendale. Questi fondi saranno destinati alla formazione dei dipendenti, all’acquisto di nuovi software gestionali e all’ammodernamento delle strutture che rimarranno operative.

Per quanto riguarda il personale, è stato confermato che gli esuberi saranno complessivamente 180, distribuiti tra le diverse aree geografiche di competenza della cooperativa. Non è ancora chiaro quale sarà l’impatto numerico specifico su Castiglione del Lago, sede di uffici amministrativi. Tuttavia, è stato garantito che il magazzino presente nella località umbra sarà potenziato.

Il piano punta a sostenibilità ed equilibrio

I vertici di Unicoop hanno sottolineato come l’intero piano industriale sia il risultato di uno studio durato un anno intero. L’obiettivo dichiarato è raggiungere sostenibilità ed equilibrio economico, concetti ripetutamente evidenziati durante l’incontro romano di giovedì.

Un nuovo appuntamento è stato fissato per il 20 gennaio, quando verranno approfonditi nel dettaglio sia il tema degli esuberi che quello delle cessioni, con un’analisi specifica per ciascun punto vendita interessato.

I sindacati attendono maggiori dettagli

Le organizzazioni sindacali, che avevano organizzato un presidio, mantengono per il momento un atteggiamento attendista. Prima della riunione del 20 gennaio non sono previste assemblee con i lavoratori né altri incontri. Solo dopo aver ricevuto dati più precisi, i sindacati valuteranno le iniziative da intraprendere.

La posizione degli assessori di Terni

Riguardo ai negozi destinati alla chiusura nel ternano, sono intervenuti gli assessori allo Sviluppo Economico Sergio Cardinali e al Commercio Stefania Renzi, che hanno espresso preoccupazione per la situazione.

“Le vicende delle cooperative che nascono sotto l’egida della solidarietà e finiscono nel vortice del mercato richiedono la massima attenzione: subito un incontro regionale con le istituzioni dei territori interessati. È la storia del primato dell’economia sulla politica a farla da padrone anche nel caso di Unicoop Etruria ora entrata nella fase decisiva con centinaia di posti di lavoro e punti vendita a rischio chiusura”, hanno dichiarato.

Gli assessori hanno contestato i criteri adottati: “I criteri non possono essere quelli della concorrenza e del calo delle vendite e dell’equilibrio economico, perché quando la coop Centro Italia acquistò il gruppo Superconti lo fece, ora è chiaro, per sbaragliare una concorrenza scomoda, ed occupare una fetta di mercato più grande. Doppioni a pochi km di distanza ora diventano motivo di disimpegno e il rischio chiusura, piuttosto della cessione è dietro l’angolo in quanto aprirebbe di nuovo alla perdita di fette di mercato”.

Cardinali e Renzi hanno inoltre criticato l’approccio nella gestione del personale: “Anche il criterio di salvaguardare prima i soci lavoratori di Coop rispetto ai lavoratori di Superconti non è accettabile proprio da chi ha basato il modello di impresa, con laute agevolazioni, sul valore del lavoro”.

L’appello per un tavolo regionale

Gli assessori hanno concluso concentrandosi sull’impatto sociale delle chiusure e lanciando un appello alla Regione Umbria: “Si tratta di rischi che le comunità non possono accettare, i negozi di prossimità restano un presidio soprattutto per gli anziani che vivono le nostre città, un servizio anche sociale che rischia di venire meno a causa delle strategie sbagliate di soggetti che non hanno mai pagato in solido per le proprie scelte, mancando in capo a loro il rischi di impresa. La Regione, che finora ha gestito in solitaria la partita con i sindacati, convochi subito un tavolo con le istituzioni locali interessate prima del prossimo incontro”.

La riunione del 20 gennaio sarà decisiva per definire il destino dei dieci punti vendita umbri e dei 180 lavoratori coinvolti dal piano di ristrutturazione di Unicoop Etruria.

Redazione

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8 mesi fa

Solidarietà ai lavoratori che come al solito sono gli unici che ci rimettono.
Poveri ragazzi e ragazze.

🙏🏻

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8 mesi fa

Bell’affare la fusione con la coop🤦🏻

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8 mesi fa

“Le risorse economiche derivanti dalle vendite dei punti vendita verranno reinvestite per incrementare la liquidità aziendale. “…. HAi CAPITO COME REINVESTONO!! 🤦‍♂️

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8 mesi fa

Carrefour oltre a Terni ha chiuso decine di PV molto più grandi di quelli Superconti dando assegni fino a 100k per la perdita del posto e naspi.

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