Energy-release, Legambiente: “Cantiere per l’eolico legato alle attività di Ast”

L’associazione ambientalista guarda con favore alle misure sull’energia per le imprese energivore, ma chiede alla Regione

Le misure di Energy Release 2.0, introdotte nei giorni scorsi, rappresentano per Legambiente Umbria un segnale positivo, ma ancora insufficiente a colmare le lacune della strategia energetica regionale. Il meccanismo, che consente alle imprese energivore di accedere a energia elettrica a prezzi calmierati in cambio di investimenti in nuova capacità da fonti rinnovabili, coinvolge anche realtà umbre di primo piano come Acciai Speciali Terni e può offrire, secondo l’associazione, un’opportunità concreta per accompagnare la decarbonizzazione dei processi industriali e ridurre l’esposizione alla volatilità dei mercati energetici.

«Questo strumento può aiutare le grandi imprese a intraprendere un percorso di transizione più solido», riconosce Legambiente, sottolineando però che i benefici economici non possono essere disgiunti da una visione complessiva. A fronte di alcuni passi avanti, restano infatti «profondi limiti nella politica energetica regionale», già emersi nel confronto promosso a Terni nel marzo 2024 durante l’incontro “Inossidabile sostenibile: le sfide dell’industria verso la sostenibilità ambientale”, dedicato al futuro produttivo del territorio.

Per l’associazione ambientalista, consumi energetici e sviluppo delle rinnovabili devono procedere insieme. «Non esiste una vera strategia industriale sostenibile senza riduzione strutturale dei consumi, maggiore efficienza e produzione diretta di energia rinnovabile», viene ribadito. Interventi limitati al solo contenimento dei costi energetici, senza vincolare le imprese a un cambiamento profondo dei modelli produttivi e delle fonti di approvvigionamento, rischiano di essere «misure tampone», incapaci di affrontare la crisi climatica, la dipendenza energetica e la competitività di lungo periodo del sistema industriale umbro.

In questo quadro si inserisce la proposta avanzata dal territorio ternano. «Abbiamo ipotizzato la realizzazione di un cantiere per l’eolico legato alle attività di AST Terni», afferma Gianni Di Mattia, presidente del Circolo Verde Nera Terni Narni Stroncone, spiegando che si tratta di «un progetto capace di coniugare la domanda di energia verde dell’industria con la creazione di filiere energetiche avanzate», in linea con le indicazioni nazionali di Legambiente sul ruolo dell’eolico nel mix energetico italiano.

Accanto alle potenzialità, però, Legambiente richiama anche le criticità aperte. «Non possiamo ignorare la realtà attuale della hydrogen valley umbra», sottolinea Di Mattia, riferendosi al progetto finanziato con fondi Pnrr, al momento l’unico in Umbria per la produzione di idrogeno rinnovabile da fotovoltaico, affidato a Sangraf Italy. «Il progetto è fermo e in grave difficoltà, con l’azienda inattiva, in cassa integrazione e in crisi», una situazione che stride con l’obiettivo regionale di fare dell’idrogeno uno dei pilastri della transizione energetica, ribadito anche dal recente “Progetto Bandiera” che prevede 10 milioni di euro di investimenti.

Da qui l’appello di Legambiente Umbria alle istituzioni locali e regionali. Tra le priorità indicate figurano la necessità di «concretizzare percorsi industriali innovativi» con piani infrastrutturali chiari per eolico e idrogeno verde, superando ritardi autorizzativi e frammentazione delle politiche; garantire che «i finanziamenti pubblici si traducano in progetti attivi e occupazione locale»; integrare la tutela del paesaggio con la transizione energetica, evitando che la normativa sulle aree idonee alle rinnovabili si trasformi in un freno agli obiettivi climatici; e rafforzare un percorso più deciso di abbattimento delle emissioni industriali, anche attraverso la realizzazione dell’Indagine epidemiologica tra Terni e Narni, prevista dal Protocollo sulla qualità dell’aria del 2018.

«È tempo di passare dalle parole ai fatti», conclude Legambiente Umbria, ribadendo che la transizione energetica deve diventare «un’opportunità reale per il territorio, per l’ambiente e per le comunità umbre», capace di coniugare sviluppo industriale, tutela della salute e sostenibilità di lungo periodo.

Redazione

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