Lavori annunciati sul territorio di competenza per 37 milioni di euro, gli avvisi di pagamento mandati ai cittadini, ma nel contempo c’è una morosità tra gli utenti sempre più alta e che nel 2025 ha sfiorato il 20%. Il Consorzio di bonifica Tevere-Nera invia i ruoli ai cittadini consorziati, con una prima rata del tributo fissata al 20 febbraio e seconda al 27 marzo. Ma tanti cittadini, quel tributo, non lo pagano più. Come spiega anche Claudio Batini, consigliere comunale ternano di Alternativa Popolare ma anche ex dipendente del consorzio stesso, 11.000 ternani hanno smesso di pagare. “Non è evasione – dice – è una rivolta della fiducia. Terni non è diventata povera, è solo stanca di finanziare un ente che ha smarrito il legame con il territorio per diventare un freddo ufficio di riscossione“.
Fossi ostruiti
Batini, che interviene sull’argomento con un post suoi suoi canali social, in maniera chiara chiede che il consorzio di bonifica faccia chiarezza su come e dove vengono indirizzati i soldi che entrano dal tributo imposto ai cittadini. “Mentre nelle cassette postali dei ternani stanno recapitando proprio in questi giorni le nuove cartelle per il ruolo 2026 – spiega ancora il consigliere comunale – il consorzio annuncia 37 milioni di euro di lavori programmati. È inaccettabile pretendere il pagamento della prima rata e della seconda, quando i cittadini sono ancora costretti a segnalare fossi ostruiti e vegetazione fuori controllo“. Riguardo all’ente idrico, Batini dice: “Chi ha professionalità e risorse, ma dimentica il bene comune, ha fallito. Non accetteremo anche quest’anno la scusa dell’ evento eccezionale: la sicurezza si fa con la prevenzione costante, non con le giustificazioni a posteriori”. Da qui, la richiesta legata ai soldi che entrano in cassa al consorzio: “Diteci dove finiscono i milioni prelevati ai cittadini. Vogliamo sapere, euro su euro, come vengono spese le risorse destinate alla sicurezza dei nostri corsi d’acqua. La trasparenza è un dovere verso chi ancora crede in questa città“.
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Io la pago ma fa bene chi non la paga anzi sto consorzio è un’altra porcata de sta regione che doveva essere sciolto almeno dal 1970.