Seconda giornata del FEGE all’insegna come sempre dei grandi nomi. L’evento organizzato da Pietro Muscari e Paginesì ha visto ospiti nella mattinata la psicologa social Agnese Scappini e Alessandro Sallusti. L’ex direttore de Il Giornale e Libero, ha dialogato con gli studenti in una lectio magistralis, sul tema “Il sistema sotto i riflettori, quando la notizia diventa arma“. Al centro la vicenda Palamara, ma si è parlato anche di referendum.
Tre premi nel pomeggio: due premi Beha onsegnati ad Agnese Scappini e Oliviero Beha, premio FEGE invece per Valentina Parasecolo, la giornalista umbra capo ufficiostampa del Parlamento Europeo in Italia Ospite anche Davide Giacalone, direttore editoriale de La Ragione, in veste di premiatore ma anche protagonista del talk conclusivo di serata.
L’Europa e come la raccontano
Valentina Parascolo, tuderte, ha parlato del suo lavoro al Parlamento Ue, non al servizio di una parte politica ma di tutti gli europarlamentari italiani. Ma soprattutto dell’Europa, per far sì che questa venga raccontata al meglio. Lavoro non semplice, perchè spesso i messaggi passano poco e male, come ha spiegato anche Giacalone nel dialogo sul tema. “Molto spesso l’Europa non viene raccontata abbastanza, quello che fa e i vantaggi che ci ha portato. Molto di quello che possiamo fare oggi lo possiamo fare grazie all’Europa, ma spesso non si conosce”.
Parasecolo, un passato da modella, ha sottolineato ancora una volta la difficoltà di svolgere il lavoro come donna: “Devi farti valere il doppio – sottolinea – nel mio caso ancora di più”, ha spiegato con riferimento appunto al suo passato “che è stato però solo un mezzo come tanti per arrivare a fare quello che amo. Dovevo fare uno stage di anno alla Ue, sono otto anni che lavoro qui. E ogni anno selezioniamo nuovi colleghi, perchè il messaggio delle istituzioni europee passi sempre meglio”
Il giornalismo come cupola
Fuori dai denti Alessandro Sallusti, che nel ricevere il premio Beha ha commentato la celebre vicenda di Italia-Camerun ai Mondiali’82, che Beha definì truccata e per questo fu messo alla gogna: “”Al pari della giustizia, anche il mondo dell’informazione è un sistema, che ha una cupola che decide del tuo destino. O stai alle regole della cupola o sei fuori. Qualcuno, l’ha sfidata, come Beha. Che però non si è arreso, ha tirato un vaffa”
Ai nostri microfoni aggiungee: “Le informazioni sono come le pistole: se sono in buone mani sono un bene per la democrazia e per la collettività, ma in mani interessate diventano invece un pericolo per la democrazia, un po’ come la pistola. In mattinata ho fatto l’esempio che se è in mano un carabiniere si tranquillizza tutti, se in mano un delinquente si spaventa”
Con Agnese Scappini, si è parlato di leadership, management e diversità, applicata non solo al giornalismo e con riferimenti anche ai giovani: “Sono abituati a vivere un mondo più complesso, la accettano meglio”, ricorda.
Giacalone: come sta l’Italia
Davide Giacalone, ai nostri microfoni, ha parlato anche di come sta l’Italia: “L’Italia sta sempre in buona salute perché sopravvive in maniera straordinaria a se stessa e alle proprie mancanze, certo è un paese che potrebbe andare assai meglio, ma questo chiederebbe da parte di un po’ tutti un po’ di maggiore senso di responsabilità, Per esempio veniamo da una campagna referendaria in cui il gusto della contrapposizione ha superato anche l’interesse per un oggetto specifico, sottoposto al referendum, non fregava niente a nessuno”
Il giornalismo come cupola
Il dibattito finale è stato incentrato sull’uso delle notizie come propaganda e sulla responsabilità dei giornalisti, oltrechè sulle tifoserie che oggi governano la costruzione della comunicazione, creando anche dei rischi e condizionando anche la diffusione delle notizie, che il mondo incontrollato dei social amplifica: “Questo mescola le carte, chi legge non sa più dove sta la verità”. Notizie, reponsabilità e potere le tre parole al centro.
Ai nostri microfoni Sallusti aggiunge: “C’è una deriva anti-occidentale? Sicuramente. L’occidente certamente non è il paradiso terrestre, è pieno di difetti, di ingiustizie, di tutto quello che ben sappiamo, però fuori dall’Occidente c’è solo di peggio e di molto peggio, e quindi quando accadono delle tensioni tra l’Occidente e il resto del mondo, a me fa un po’ paura che troppi occidentali stiano dalla parte del resto del mondo”. E ancora: “Trump non mi piace, ma fra lui o gli Ayatollah, scelgo Trump. Perchè lui è dentro un sistema che gli permette di fare il matto ma fino a un certo punto, ha contrappesi e fra due anni va a casa. Putin governa da 30 anni”. La seconda giornata è visibile per intero a questo link.
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