Fege 2026: Sallusti incontra i giovani

L'arresto, la giustizia, il libro con Palamara, quando la notizia diventa arma di un sistema

Il Referendum e la Costituzione, l’esperienza di quando venne arrestato, le differenze di pensiero, la generosità di Silvio Berlusconi, il libro scritto con Luca Palamara. Di tutto questo ha parlato Alessandro Sallusti con gli studenti, presente alla seconda giornata del Fege, il Festival dell’editoria e del giornalismo emergente. Una giornata intera a Terni, cominciata la mattina con la lectio magistralis sul tema “Il sistema sotto i riflettori, quando la notizia diventa arma“. Il giornalista comasco, già direttore del quotidiano Libero, ha incontrato i ragazzi delle scuole di Terni presenti nella mattinata e, in videoconferenza, anche quelli dell’istituto alberghiero Gagliardi di Vibo Valentia. Prima parte dell’incontro alla sala Bazzani del PalaSì, per poi spostarsi nella sala del Caffè letterario della Biblioteca comunale. Con lui, Piero Muscari che ha moderato l’incontro e il founder di PagineSì Sauro Pellerucci. Presente, per il Comune di Terni, l’assessora Micaela Bordoni. Nella stessa giornata, anche la psicologa Agnese Scappini ha risposto alle domande dei ragazzi, dopo aver tenuto il suo intervento sul tema ‘La mente sotto assedio, psicologia dell’informazione nei tempi della guerra permanente‘.

Il Referendum e la Costituzione

Tra gli argomenti toccati, il recente Referendum sulla riforma della giustizia, nel quale i No hanno vinto sui Sì. Sallusti ha parlato, però, di un messaggio distorto dato soprattutto ai più giovani, legato a un rischio, per lui inesistente, che venisse intaccata la Costituzione italiana nei suoi principi fondamentali. “Il messaggio trasmesso ai giovani da chi era per il No – ha detto – è stato quello di difendere la Costituzione. Ma è solo parzialmente, così. II Padri costituenti hanno scritto una Costituzione anche per essere cambiata dopo un certo numero di anni. Non nella parte iniziale legata ai diritti e alla forma dello Stato che non può non essere repubblicana, ma in tutto il resto avevano capito che alcune cose avrebbero avuto bisogno di essere aggiornate. Sapete chi è il custode della Costitzione? Il Presidente della Repubblica. E se lui ha controfirmato la riforma e indetto il Referendum, vuol dire che quella riforma non andava contro la Costituzione“. Sull’esito del voto, poi, ha aggiunto: “In democrazia si può anche perdere. Ma diffidate sempre da chi non ha mai perso. Perdere è spesso un passaggio importante. La mia stesa vita è cambiata quando non venni ammesso agli esami di maturità. Quello, mi ha portato a prendere un’altra strada“.

Quaranta giorni in casa con Palamara

Ha raccontato della sua esperienza giudiziaria, legata al periodo in cui venne arrestato dopo alcuni articoli legati agli scontri tra Silvio Berlusconi e la magistratura. “Sono stato l’unico giornalista dopo Guareschi – ha detto – ad essere stato arrestato. Praticamente, per reato d’opinione. Un arresto talmente assurdo che dopo quaranta giorni il Presidente della Repubblica mi ha graziato e dopo qualche anno la Corte dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia a risarcirmi per ingiusta detenzione“. Tornando sul caso Palamara, ha ricordato come venne fuori il libro che lui, insieme allo stesso magistrato Luca Palamara, ha scritto, dal titolo Il sistema. “Fino al 2019, lui era capo di quel sistema giudiziario che io combattevo e che mi ha combattuto. Quando lui poi è caduto in disgrazia perché fatto fuori dallo stesso sistema, io andai da lui e gli prospettai due strade, cioè essere travolto dal fango che sarebbe uscito dall’inchiesta aperta su di lui, oppure raccontare agli italiani la verità su cosa è successo. Lui inizialmente fu diffidente, ma poi mi richiamò. Ci siamo chiusi per 40 giorni in una casa ed è nato il libro“. Un libro al quale, secondo Sallusti, gli italiani non hanno creduto del tutto. “Alterimenti – ha detto – avrebbero vinto i Sì al Referendum sulla riforma della giustizia“.

Un pensiero per ognuno

Sul pensiero e sulle opinioni, Alessano Sallusti ha ricordato ai giovani che non può esistere un pensiero unico e che ognuno è diverso dagli altri. “In questa sala, due persone uguali non ci sono. Ognuno di noi è un unico. Dobbiamo essere tutti uguali, questo sì, nei diritti e nelle opportunità, ma ognuno poi ha una sua storia e un suo punto di vista. Il pensiero unico? Mi dovrebbero anch dire, poi, chi lo stabilisce, questo pensiero unico e chi può dire che il suo pensiero sia davvero quello giusto da dover tutti seguire“.

Quando Berlusconi salvò un bimbo malato

Ha raccontato anche un aneddoto legato a Silvio Berlusconi, che  contribuì a far salvare la vita a una bambino malato di tumore grazie a un suo tempestivo intervento. “Un parente di questo bambino, che era di Catania – ha detto Sallusti – mi disse, piangendo, che questo suo nipotino non aveva speranze, se non quella di essere ricoverato a Genova, al Gaslini. Ma la loro famiglia non poteva permettersi il viaggio. Io chiamai Berlusconi, me lo passarono e lui mi disse che avrebbe subito fatto decollare il suo aereo privato per Catania e avrebbe subito chiamato il Gaslini. Con quell’aereo, quel bambino venne trasportato a Genova“.

Il premio Beha

A Sallusti, è satto consegnato il premio dedicato alla memoria di Oliviero Beha, indimenticato giornalista del quale l’ex direttore di Libero ha un ricordo ben preciso, cioè quello di un professionista serio e di una persona semplice: “Sapeva scrivere cose straordinarie in una maniera talmente semplice che erano comprensibili a chiunque. Lo conoscevo come collega e quando ci incontravamo mi dava l’impressione di essere un uomo di una profonda semplicità e di una profonda umanità. Grazie proprio alla sua semplicità, riusciva a capire cose che altri, molto più complicati di lui, faticavano a comprendere“. Sempre a propsito di riconoscimenti, premio Fege a Valentina Parascolo, che nel pomeriggio ha aggiunto la sua presenza insieme a Davide Giacalone.

 

Redazione

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