A Terni, dove il Comune ha sottoscritto il 13 marzo una convenzione con ISMES, nasce il primo centro per la giustizia riparativa in Umbria, situato in via dell’Aquila (zona Borgo Rivo), con l’obiettivo di avviare percorsi di mediazione tra vittima e autore di reato. Il progetto, finanziato dal Ministero della Giustizia e sostenuto dall’amministrazione comunale, entrerà pienamente in funzione ad aprile dopo una fase iniziale dedicata all’organizzazione operativa.
“Apre a Terni il primo centro in Umbria per la giustizia riparativa, un passo importante nell’attuazione della riforma Cartabia – dichiara l’assessore al Welfare Alessandra Salinetti – soprattutto nell’attuazione di un nuovo paradigma culturale che punta sulla riparazione del danno in un’ottica di ricucitura dello strappo sociale che si genera in conseguenza del reato”.
Il centro si inserisce nel quadro della riforma Cartabia, introducendo un modello che affianca la giustizia tradizionale con strumenti orientati alla mediazione e alla ricostruzione delle relazioni sociali. L’iniziativa prevede incontri volontari tra le parti coinvolte, con il supporto di professionisti esperti in mediazione, chiamati a facilitare il dialogo e a favorire un percorso condiviso di gestione del conflitto.
“La giustizia riparativa ha una funzione sociale del tutto particolare – prosegue l’assessore – che si fonda sull’idea di una possibile ricostruzione delle relazioni sociali in risposta al reato che le ha lese”. Un approccio che considera il reato non solo come violazione normativa, ma come una ferita sociale, da affrontare attraverso un processo relazionale che coinvolge non solo reo e vittima, ma anche la comunità.
Il centro di Terni sarà operativo all’interno del distretto della Corte d’appello di Perugia e rappresenterà un punto di riferimento regionale, inserito in una rete nazionale composta da 36 presidi. In questa fase, le attività sono concentrate sull’organizzazione dei servizi e sulla definizione delle procedure necessarie all’avvio dei percorsi di mediazione.
L’accesso ai servizi sarà regolato da indicazioni ufficiali che verranno a breve trasmesse dal Ministero della Giustizia ai soggetti istituzionali coinvolti. Le modalità operative saranno quindi definite in modo coordinato, garantendo un’integrazione efficace tra sistema giudiziario e servizi territoriali.
Dal punto di vista economico, il progetto beneficia di un finanziamento ministeriale pari a 672 mila euro per il triennio, a cui si aggiunge il contributo del Comune di Terni. L’amministrazione comunale sostiene infatti il centro con 18.000 euro annui destinati al costo dell’immobile, 10.000 euro annui per le spese di funzionamento – tra cui utenze, manutenzione e oneri condominiali – e ulteriori 10.000 euro per il primo anno destinati alle attività di comunicazione, come brochure e materiali informativi.
L’obiettivo principale del centro è quello di favorire percorsi che permettano all’autore del reato di riconoscere il danno causato e impegnarsi attivamente nella sua riparazione, riducendo al tempo stesso il rischio di recidiva. Attraverso il dialogo e il confronto diretto, si punta a costruire soluzioni condivise che possano contribuire alla gestione e alla risoluzione dei conflitti.
La nascita del centro rappresenta un passaggio operativo nell’attuazione della riforma, introducendo sul territorio strumenti innovativi che valorizzano il ruolo della mediazione e della responsabilizzazione, con un impatto diretto sulle dinamiche sociali legate al reato.
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