Speleologa amerina cade nella grotta del Chiocchio: estratta viva dopo 6 ore

Sei ore di operazioni di soccorso speleologico a Spoleto per riportare in superficie una donna di 45 anni caduta durante la progressione in grotta

Una speleologa di 45 anni originaria di Amelia, in provincia di Terni, è rimasta gravemente ferita nella mattinata di domenica dopo una caduta di oltre otto metri all’interno della grotta del Chiocchio, situata in località Castagnacupa, nel comune di Spoleto, nella zona della Valserra. L’allarme è scattato poco dopo le ore 11, quando i compagni di esplorazione del Gruppo speleologico di Narni — di cui la donna fa parte — hanno contattato i soccorsi. La speleologa si trovava a circa 100 metri di profondità al momento dell’incidente, che ha causato traumi a una caviglia e al bacino.

L’intervento del Soccorso alpino e speleologico Umbria

Sul posto sono state mobilitate quattro squadre del Soccorso alpino e speleologico Umbria (Sasu), composte da tecnici speleologi e da due sanitari specializzati nel soccorso in ambiente ipogeo. A queste si sono aggiunte ulteriori due squadre di tecnici con funzione di supporto esterno alla grotta, oltre al personale dei Vigili del fuoco di Spoleto, presente all’esterno della cavità per tutta la durata delle operazioni.

Una volta raggiunta la paziente nelle profondità della grotta, i soccorritori hanno prestato le prime cure sul posto, trattandola anche per ipotermia, e hanno applicato i presidi di immobilizzazione necessari. La donna, rimasta sempre cosciente, è stata quindi posizionata sulla barella speleo in dotazione al Sasu.

Sei ore di manovre tecniche avanzate

La fase di recupero si è rivelata particolarmente complessa, richiedendo circa sei ore di manovre speleologiche avanzate. L’estrazione dalla cavità è avvenuta mediante l’utilizzo di paranchi e sistemi di progressione su pozzi verticali, affrontando al contempo passaggi di dimensioni molto ridotte che hanno reso ancora più delicata ogni operazione di movimentazione della barella.

Portata all’esterno della grotta nel tardo pomeriggio, la 45enne è stata trasportata a mano dai tecnici del Sasu fino al punto di atterraggio dell’elisoccorso del 118, l’elicottero Nibbio 01, che ha provveduto al suo trasferimento presso l’ospedale di Terni per le cure del caso. Il trasporto in ospedale è avvenuto intorno alle ore 17.30.

Il ringraziamento del Sasu

Al termine dell’intervento, il Soccorso alpino e speleologico Umbria ha voluto rivolgere «un sentito ringraziamento ai compagni di escursione dell’infortunata che hanno fornito un prezioso supporto ai soccorritori durante l’intervento», sottolineando il contributo determinante offerto dal gruppo presente in grotta nelle fasi iniziali del soccorso.

La grotta del Chiocchio e i rischi dell’esplorazione ipogea

L’episodio riporta l’attenzione sui rischi connessi all’esplorazione speleologica, anche per gruppi esperti e attrezzati. La grotta del Chiocchio, nel territorio di Spoleto, è una cavità che presenta caratteristiche tecnicamente impegnative, con pozzi verticali e passaggi angusti che richiedono competenze specifiche e una preparazione adeguata. La profondità raggiunta dalla speleologa al momento della caduta — circa 100 metri — rende evidente quanto le operazioni di soccorso in ambiente ipogeo richiedano mezzi, personale specializzato e tempi di intervento necessariamente lunghi.

Redazione

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