Lavoro nero e irregolarità, chiusi tre barber-shop di Terni

Maxioperazione coordinata dai Carabinieri, cinque persone deferite e sanzioni elevate

Controlli a tappeto a Terni, per un bilancio che ha portato a chiudere tre attività, a deferire cinque persone (quattro stranieri e un italiano) e a elevare sanzioni per oltre 90 mila euro. E’ il risultato di una maxioperazione coordinata dai Carabinieri di Terni, attraverso l’opera del Nucleo Ispettorato del Lavoro, unitamente al personale civile dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e della Polizia Locale. I controlli hanno riguardato esercizi di sevizio alla persona, in particolare barberie. Da qui, il provvedimento nei confronti di tre Barber-shop di Terni che non risultavano in regola e che impegnavano lavoratori non inquadrati a norma di legge,  di nazionalità straniera.

Personale non in regola

Sono state controllate in tutto sei attività. Le cinque persone deferite hanno subito il provvedimento per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e l’omissione di adempimenti fondamentali come la sorveglianza sanitaria, la formazione e informazione dei dipendenti e la gestione delle emergenze. Due di queste persone avrebbero anche violato lo Statuto dei lavoratori avendo fatto installare impianti di videosorveglianza senza alcuna autorizzazione. Il monitoraggio, in generale, ha riguardato numerosi lavoratori, tutti stranieri. Nel caso di una delle tre attività chiuse, ci lavoravano dentro due addetti entrambi in nero. In generale, i tre provvedimenti di sospensione immediata della attività sono scattati rispettivamente per impiego di manodopera irregolare superiore alle soglie di legge (uno dei tre) e gravi carenze accertate in materia di sicurezza (le altre due) che hanno reso i locali non idonei all’attività.

Norme disattese e multe

Nella stessa operazione, la Polizia locale ha contestato numerose violazioni amministrative inerenti al regolamento comunale degli acconciatori e alle norme sul commercio. Tra le irregolarità più rilevanti figurano l’esercizio dell’attività in assenza del direttore tecnico, la mancata esposizione delle tariffe e degli orari e l’assenza della procedura di Scia. In un caso è stata accertata anche la vendita abusiva di prodotti cosmetici in assenza di autorizzazione commerciale. Gli oltre 90 mila euro di sanzioni elevate riguardano quasi 64 mila euro di ammende per violazioni penali in materia di sicurezza, quasi 15 mila per sanzioni amministrative in materia di lavoro e 12 mila per violazioni amministrative contestate direttamente dalla Polizia locale.

Redazione

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