Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Celestino Cecconi ha presentato al Consiglio Comunale di Terni una proposta di atto di indirizzo per l’adesione alla Piattaforma Unica Nazionale Informatica del CUDE — il Contrassegno Unico Disabili Europeo — istituita con decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili del 5 luglio 2021. L’obiettivo è garantire alle persone con disabilità residenti in città la piena mobilità sul territorio nazionale, eliminando gli ostacoli burocratici che oggi rendono complessa la circolazione in comuni diversi da quello di emissione del contrassegno.
Il problema attuale: burocrazia e rischio di sanzioni
Il nodo centrale sollevato dalla proposta riguarda l’assenza, per i comuni non ancora aderenti, di un database condiviso in grado di verificare in tempo reale la validità dei contrassegni provenienti da altri enti. Nella situazione attuale, il cittadino disabile che intende accedere a una Zona a Traffico Limitato (ZTL) di un comune diverso da quello di residenza è spesso costretto a notificarlo preventivamente via PEC, email o telefono, pena il rischio di ricevere sanzioni amministrative. Annullare questi verbali in autotutela si rivela frequentemente difficoltoso, generando un contenzioso evitabile sia per i cittadini sia per le amministrazioni.
Come funziona la piattaforma ministeriale
La Piattaforma Unica Nazionale Informatica dei CUDE, gestita attraverso il portale dell’Automobilista del MIT, consente la gestione coordinata delle autorizzazioni associate ai contrassegni su scala nazionale. Una volta registrato il proprio veicolo nel sistema, il titolare del contrassegno può accedere liberamente alle ZTL e ai parcheggi riservati in qualsiasi comune aderente, senza dover espletare adempimenti burocratici preventivi per ogni singolo spostamento. Il processo di adesione per il Comune prevede la sottoscrizione di una convenzione con il portale ministeriale e l’interoperabilità dei sistemi informatici comunali con la banca dati nazionale.
I quattro impegni chiesti alla giunta
La proposta impegna il sindaco e la giunta su quattro fronti distinti. In primo luogo, l’attivazione urgente delle procedure di adesione alla piattaforma. In secondo luogo, il mandato agli uffici di Servizi Sociali, Polizia Locale e Sistemi Informativi per l’implementazione tecnica e l’aggiornamento dei database locali in chiave interoperabile. Il terzo punto prevede l’avvio di una campagna informativa rivolta ai cittadini residenti titolari di contrassegno, per illustrare i vantaggi della registrazione e le modalità per associare le targhe dei veicoli utilizzati. Infine, la proposta chiede di assicurare la formazione del personale addetto al controllo del traffico e al rilascio delle autorizzazioni.
Vantaggi per la polizia locale e costi per l’ente
Sul piano operativo, l’adesione alla piattaforma semplifica in misura significativa il lavoro della Polizia Locale: gli agenti potranno verificare in tempo reale la validità del contrassegno e la targa associata, riducendo l’emissione di verbali erronei e il conseguente contenzioso amministrativo. Sul fronte economico, l’adesione alla piattaforma è indicata come generalmente gratuita per l’ente, con costi limitati ai soli eventuali adeguamenti tecnici dei software gestionali in uso.
Il quadro normativo di riferimento
La proposta si inserisce nel solco della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, richiamata esplicitamente nel testo come riferimento valoriale e giuridico dell’iniziativa. L’adesione viene definita un “atto di civiltà e un dovere amministrativo” orientato all’abbattimento delle barriere burocratiche. Una volta approvato l’atto dal Consiglio Comunale, il Comune dovrà registrarsi sul portale dell’Automobilista e acquisire i moduli di adesione forniti dal Ministero per completare l’iter.
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Quando le proposte sono di buon senso, bisogna avere l’onestà intellettuale di appoggiarle e condividerle. Personalmente, posso dire di aver inviato una richiesta tramite PEC al Comune mesi fa, senza aver mai ricevuto alcuna risposta. Il vero problema è che nel nostro Paese il sistema non funziona in modo uniforme: basti pensare che la piattaforma CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), attiva dal 2022 per semplificare la mobilità delle persone con disabilità, è stata adottata inizialmente da pochissimi Comuni. Nel 2023, ad esempio, risultavano appena 26 Comuni aderenti su circa 8.000 in tutta Italia, una percentuale estremamente bassa. Questo dimostra che… Leggi il resto »